Carla Spagnoli ai Sindacati Perugina, tutto, tranne il lavoro!

Il finale inglorioso della vertenza Perugina

Carla Spagnoli ai Sindacati Perugina, tutto, tranne il lavoro!

Carla Spagnoli ai Sindacati Perugina, tutto, tranne il lavoro!

da Carla Spagnoli (Presidente Movimento per Perugia)
PERUGINA – Sindacati Perugina: tutto, tranne il lavoro! È questa la sintesi che è emersa dall’incontro che ha “sbloccato” la vertenza Perugina. “Grazie” all’intermediazione sindacale, i lavoratori oggi sono molto più favoriti nel lasciare l’azienda per tentare altri posti di lavoro… Per quelli che vogliono restare, la soluzione è passare a forme di part-time “flessibile”, che comportano la perdita di ore di lavoro e quindi l’abbassamento dello stipendio!

A due anni di distanza dalla dismissione di reparti e prodotti, tutto avvenuto sotto gli occhi di un Sindacato che esaltava la “rivoluzione” della fabbrica di San Sisto, l’ultimo confronto si è chiuso con rassicurazioni su tutti i fronti, tutti tranne quello di accrescere il lavoro! Così, chi vuole rispondere ad offerte di lavoro di altre aziende potrà essere riassunto da Perugina in caso di licenziamento entro i 14 mesi, ma solo come stagionale!!!

Chi sceglierà il part-time ridotto, con stipendi poco superiori a 750 euro, riceverà, sembra, qualche incentivo in più per i primi anni. E dopo? Quale “etica” sindacale e “strategia” ci sono dietro questo precariato crescente? In Perugina l’età media non può essere alta, dopo decenni di prepensionamenti. Quali prospettive di vita avranno quei padri e madri di famiglia con stipendi così bassi? Per i primi anni non cambia niente, dicono. E allora? Metter su famiglia, avere un progetto di vita, può essere limitato ai primi 5 anni? Dopo come si sosterranno queste famiglie nascenti? Andranno ad elemosinare…?

L’articolo del Direttore Franco Bechis della scorsa settimana è illuminante quando parla di un Sindacato poco propenso a far “migrare” i lavoratori Perugina verso altre aziende! Il motivo, a parere di Bechis, è che se i lavoratori se ne vanno, il Sindacato perde iscritti. Un sospetto non infondato, vista anche la pronta replica del “solito” Michele Greco! Il mio pensiero va oltre: un popolo di lavoratori precari è un ottimo “cliente” per il Sindacato Perugina!

Questo spiegherebbe il teatrino dal 2016 con un Sindacato che firma, poi si stupisce di cosa ha firmato, ammette di non capire, si mobilita ma non troppo e giorno dopo giorno si accontenta di piccoli risultati! In un momento in cui l’istituzione sindacale è in crisi, il Sindacato Perugina si è guadagnato almeno altri 5 anni di vita… 5 anni di attese e timori per i lavoratori, 5 anni di “protezione” sindacale (si fa per dire), in cui ci si è “infischiati” dei lavoratori già in Cassa Integrazione o pronti ad andarci nei prossimi mesi! Abbiamo visto la storia di “Embraco”: è bastato un solo ministro (Calenda) che parla con i lavoratori, fila dritto a Bruxelles e torna con la vittoria di aver bloccato tutto, almeno per un anno…

Nel caso di Perugina abbiamo assistito invece a due anni di incontri, viaggetti a Roma dal viceministro Bellanova, consultazioni varie e incontri stanchi e inconcludenti. Non sono mancate però le dichiarazioni, sui giornali, di un Sindacato quasi belligerante! Pagine “gloriose” di storia sindacale che però i lavoratori iniziano a capire, visti anche i risultati elettorali: l’Umbria ha cambiato diametralmente colore, senza cadere nelle illusioni, ma dando un segnale forte e maturo! Il segnale di lavoratori e cittadini traditi dal Sindacato e delusi dalle Istituzioni, a partire dalla Presidente Marini e dalle sue dichiarazioni sterili e di facciata che porteranno nel 2020 a deporre le bandiere rosse nei cassetti!

Per non parlare delle dichiarazioni dell’Assessore Paparelli che definisce l’accordo «propedeutico al rilancio di un’industria e di un marchio strategici»… Cittadini delusi da un PD che ha parlato di tutto tranne che di lavoro e da una sinistra che non si è voluta “sporcare le mani” con la vicenda Perugina. E, vista la mia nota imparzialità, delusi anche da una Giunta e da un Consiglio comunale che non si sono affacciati sulla questione Perugina, neppure con i consiglieri di opposizione.

Sulla Perugina si è mosso di più il Cardinale Bassetti che i politici dall’anima comunista! Questo il quadro di una gestione “di sinistra” che in due anni ha visto il Sindacato prima svendere il lavoro-fatto di prodotti, reparti e posti- ed oggi svendere i lavoratori e la loro dignità!

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