Bonus bollette da 1200 euro, De Luca, bonus camuffato da prestito
Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Thomas De Luca, interviene sul “bonus bollette da 1200 euro annunciato dalla Giunta: ci sarebbe una volta tanto solo da apprezzare una misura concreta a beneficio delle famiglie in difficoltà per contrastare il caro energetico. Poi però basta poco e si torna subito con i piedi per terra.
La misura viene infatti presentata come ‘Un bonus per il pagamento delle utenze di gas ed energia elettrica, fino a un massimale di 1200 euro pro capite in forma di prestito non oneroso, da restituire in 36 rate mensili a partire dal tredicesimo mese dalla prima erogazione’.
Praticamente un prestito mascherato da bonus”. “Un prestito, ovviamente, da restituire.
Esattamente così – rimarca De Luca – la Giunta offre alle famiglie in difficoltà la possibilità di indebitarsi per pagare le bollette. Questa la soluzione delle destre al caro energia. Nel frattempo in Assemblea legislativa la maggioranza respinge la mia proposta di inserire la calendarizzazione del loro stesso regolamento per sbloccare le rinnovabili in Umbria. Proposta che andava proprio in direzione del contrasto al caro bollette e alla crisi energetica. L’hanno bocciata perché preferiscono mascherare un prestito sotto il nome di bonus”.

La crisi energetica è dovuta scellerate decisioni del passato a partire dal referendum del 1987 sull’abolizione del nucleare che ci ha costretto a chiudere le quattro centrali di Caorso, di Garigliano, di Latina e di Trino Vercellese che, tra l’altro, erano costate all’erario fior di miliadi di Lire. Ed ora acquistiamo energia elettrica da Paesi limitrofi, in particolare dalla Francia, che possiedono centrali nucleari alcune anche a ridosso delle Alpi. Non solo quel referendum ha comportato un’enorme perdita di risorse economiche impiegate per la costruzione delle centrali, ma ci ha costretti ad acquistare energia elettrica prodotta da impianti nucleari in Paesi confinanti col nostro. Ma non è bastato dire NO al nucleare, si è detto NO anche all’estrazione di gas dal mare Adriatico, NO ad altri rigassificatori. Il tutto in funzione della transizione energetica, ma è bastata, purtroppo, la guerra in Ucraina per mettere in evidenza la nostra precarietà per quanto riguarda l’energia per il cui approvvigionamento dipendiamo da altri Paesi. Non si può dire NO a tutto perchè poi le conseguenze si pagano care. Con le fonti rinnovabili non si va lontano, salvo che si sia disposti a tornare indietro di un secolo, come minimo.
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