Quartiere Pallotta? Dimenticato, periferia nel degrado sociale e ambientale

Quartiere Pallotta? Dimenticato! Un quartiere nel degrado sociale e ambientale

Quartiere Pallotta? Dimenticato, periferia nel degrado sociale e ambientale

da Giampiero Tamburi (Perugia: Social City)
Il quartiere Pallotta? Dimenticato! Un quartiere nel degrado “sociale” e “ambientale” più assoluto. E la politica comunale guarda, vede e sghignazza! Tanti sono i problemi che investono questo popoloso quartiere a metà strada tra il centro storico e la zona di Fontivegge e, come tanti quartieri di Perugia, non sfugge al suo bel degrado, tanto ambientale quanto sociale.

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  • Numerose sono le cause che determinano la situazione in quella zona; che vanno da una completa mancata manutenzione dei suoi parchi, passando per lo stato di strutture edilizie che sembrano arrivate direttamente dai bombardamenti sostenuti in qualche conflitto bellico, fino al comportamento antisociale ed irrispettoso dei diritti altrui, di personaggi che molto spesso transitano e stazionano nella zona, causando danni per il loro inadeguato comportamento, a cose e persone: con lo spaccio, con i furti, con la prostituzione, con un inadeguato comportamento per l’utilizzo delle risorse sociali che dovrebbero essere a disposizione di tutti (specialmente i parchi della zona) e che sono invece, da loro privatizzate. Come altri innumerevoli comportamenti inadeguati alla società in cui hanno la fortuna di vivere.

Stranieri e non, senza tetto e non, insieme all’inefficienza della politica locale, concorrono a massimizzare i degradi ambientali e sociale del quartiere!

  • Lasciando indietro quello più conosciuto: parco Vallone Sant’Anna e quelli di minima importanza, ma sempre necessari al buon vivere dei residenti, come il taglio costante dell’erba delle aiuole e dei parchi (piccoli e grandi), al precario stato o alla mancanza, dei marciapiedi, necessari per non farsi travolgere dal traffico, alla bitumatura e manutenzione delle strade secondarie dove il Comune, con l’Assessore competente in testa, non hanno ravvisato la necessità di togliere le grandi buche con il tempo formatasi che ne impediscono una corretta scorrevolezza, come già provveduto per le strade principali (esempio: via dei Filosofi, della Pallotta, ecc), ne restano i più grandi e necessari da risolvere!

Qui non si possono elencare tutti per ragioni di spazio ma per i sei di maggiore impatto abbiamo il dovere, come associazione “Perugia: Social City”, di continuare a denunciarli, fino a quando i nostri amministratori/politici comunali non si renderanno conto che la via del risparmio da loro perseguita è meno importante del benessere dei cittadini.

– Ex sede Telecom: Un complesso enorme di proprietà di privati, lasciato nell’incuria più assoluta. Sono stati effettuati degli interventi solamente per metterlo in sicurezza dalle numerose effrazioni di irregolari senza tetto, spacciatori e tossicodipendeti, perché imposto dalle Forze dell’Ordine dopo numerose segnalazioni nostre, di “Perugia: Social City”, ma lasciato, per quanto riguarda la stato di degrado (visto sotto l’aspetto strutturale edilizio e di igiene), in pessime condizioni. Togliendo perfino il misero parcheggio, da più di 20 anni ad uso pubblico, mettendo con ciò a disagio gli avventori degli esercizi commerciali del posto. Ed in tutto questo la politica comunale non è stata capace di imporsi verso la proprietà, a beneficio dei cittadini.

– Ex sede in via G. B. Vico: Un posto dimenticato da tutti! Complesso edilizio una volta utilizzato per la sede circoscrizionale lasciato ora nell’abbandono e nell’incuria più assoluta.

Meta di senzatetto ed etilisti nelle quali panchine vi passano le notti (e le sbornie) lasciandovi i loro rifiuti e, a intervalli regolari, procurando ulteriori danni alla struttura, cercando di entrarvi per prenderne possesso.

– Sottopasso ferrovia FCU in via dei Filosofi: Un luogo, come si vede, molto frequentato dai soliti senzatetto ed irregolari per i loro bivacchi e le loro dormite notturne. Un sottopasso dove il sentiero non porta da nessuna parte per cui non si capisce bene il perché, negli interventi di ristrutturazione della tratta ferroviaria, nessuno pensa di doverlo chiudere e renderlo inaccessibile a chi intende utilizzarlo per gli scopi sopraddetti.

– Il parco “senza nome” che noi chiamiamo S. Pellico: Ubicato adiacente a via della Pallotta, appunto all’altezza tra via S. Pellico e via Bambagioni.

Un’offesa per chi lo osserva è diventato una via di mezzo tra parcheggio e parco per le auto che vi sostano. Lasciato in uno stato che a definirlo pietoso è fargli un complimento. Mezzo agibile (anche se gli operatori ecologici si dimenticano di svuotare i cestini) e più di mezzo, inagibile perché tra le sterpaie e gli olivi ormai non più custoditi; anche questi proprietà non comunali ma che, come in ogni altra simile occasione, la politica comunale non è capace, o non vuole, imporsi per fargli fare il proprio dovere nel doverlo rendere adeguato al posto in cui è ubicato. C’è anche un altro fattore di pericolosità in quella zona: la parte del parco che resta incolta, è traversata da una via sterrata e non visibile dall’esterno (perché appunto oscurata dai grandi sterpi che la circondano) dove, ogni notte, è sede di incontri di amore frugale. Anche questa aperta a chiunque lo voglia utilizzare, tanto la notte quanto il giorno:

Il parcheggio adiacente la stazione ecologica della Pallotta e l’ex sede delle segreterie universitarie: Stessa cosa accade nel parcheggio adiacente alla stazione ecologica della Pallotta, che una volta serviva a chi aveva la necessità o lavorava alle segreterie dell’Università. Parcheggio che di giorno serve a chi si reca in quella zona e di notte a chi spaccia, si prostituisce e quant’altro necessario ai loro mestieri. Eppure ci vorrebbe così poco ad interrompere questo traffico! Basterebbe che il Sindaco o chi per esso, mettesse in atto la nostra richiesta di chiudere la notte la zona, con il cancello che è efficiente ed aspetta solo che qualcuno lo faccia, e questi illeciti e vergognosi traffici sarebbero cessati!

Piccolo parco Pietro Aretino: Ultimo dei sei vergognosi degradi del non considerato quartiere è il parco Pietro Aretino: Qui il discorso è un attimo diverso dai precedenti perché tra riunioni fatte ed impegni presi (si legga uno dei tanti articoli qui) qualcosa doveva essere già stato fatto ma, purtroppo, abbiamo dovuto constatare una netta retromarcia, da parte della politica comunale, anche sulle questioni dove avevamo trovato un accordo, tipo la rimozione dei pali messi in modo abusivo dai frequentatori (uno dei massimi motivi dello schiamazzo notturno), poco attenti ai diritti altrui, che di fatto avevano trasformato un campo di pallacanestro in uno pallavolo, insieme ad altri inadeguati comportamenti tenuti da questi signori che con il beneplacito dei soci di una attività sportiva che gravita sul medesimo parco, seguitano ad atteggiarsi a padroni assoluti dell’area verde pubblica.

Perugia: Social City” si impegnerà ancora seriamente, come sempre ha fatto, in modo che i problemi che da lunghissimi anni non hanno trovato una adeguata risposta da parte della politica comunale, siano al più presto risolti e dimenticati. È con questo spirito che la nostra associazione vuole impegnarsi nella prossima tornata elettorale del 2019.

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