Perugia, sicurezza in crisi: opposizione chiede svolta [VIDEO]

Perugia, sicurezza in crisi: opposizione chiede svolta

Quartieri fragili e dati allarmanti, Comune sotto accusa

La conferenza stampa del 2 dicembre a Palazzo dei Priori ha segnato un nuovo capitolo nel dibattito sulla sicurezza urbana a Perugia. I gruppi di opposizione hanno presentato un quadro che descrive una città attraversata da un senso diffuso di vulnerabilità, con cittadini che percepiscono un degrado crescente e istituzioni locali incapaci di rispondere con efficacia.

Il malessere sociale si traduce in una frase ricorrente nei quartieri, nei bar e nelle chat di zona: “Sembra che ormai tutto sia permesso.” Un sentimento che trova conferma nei numeri. L’indagine del Sole 24 Ore – Qualità della Vita 2025 colloca Perugia al 76º posto per giustizia e sicurezza, con una perdita di 14 posizioni in un solo anno.

I dati evidenziano 3.525 reati ogni 100.000 abitanti, 424 furti in abitazione, 421 denunce per danneggiamenti, 12 rapine in strada, 8,5 furti con strappo, 47 reati legati agli stupefacenti e una percezione di insicurezza che coinvolge il 21% delle famiglie.

La Relazione annuale del Procuratore Generale conferma un peggioramento: +30% furti in abitazione (da 1.241 a 1.789 denunce), +20% reati contro la persona e un aumento significativo dei reati commessi da minorenni.

Il Governo ha messo a disposizione strumenti come zone rosse, fondi per videosorveglianza e 35.000 euro per il progetto “Scuole Sicure”, ma secondo l’opposizione manca un piano organico locale.

Le proposte avanzate includono un nucleo di Polizia Urbana specializzato, operazioni mirate nei quartieri più critici, controlli sugli afromarket irregolari, collaborazione stabile con Prefettura e Questura, potenziamento della videosorveglianza, un Ordine del Giorno sulla sicurezza urbana e il ripristino dell’Assessorato dedicato.

Gli esponenti hanno chiarito anche l’equivoco sullo SDI, sistema nazionale riservato alle Forze di Polizia, non abilitabile dal Comune.

Il messaggio finale è netto: Perugia vive una fase di fragilità strutturale e servono scelte responsabili, non annunci.

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