Ponte San Giovanni, non dimentica, don Annibale “costruirà” ancora

Non meno di quattrocento persone nel salone parrocchiale per commemorare il sacerdote e parroco della popolosa frazione

 
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Ponte San Giovanni, non dimentica, don Annibale “costruirà” ancora

elio clero bertoldi

da Elio Clero Bertoldi
PERUGIA – Per commemorare il decennale della morte di don Annibale Valigi, sacerdote e parroco per mezzo secolo di Ponte San Giovanni, il salone parrocchiale è risultato insufficiente a contenere fedeli, parenti, amici, conoscenti. Non meno di quattrocento persone (molti in piedi e alcuni rimasti fuori), sabato sera, hanno partecipato alla presentazione del libro su don Annibale (200 pagine e una ricchissima galleria di foto). Al tavolo due vescovi: don Paolo Giulietti, tra pochi giorni a Lucca e Gualtiero Sigismondi di Foligno, che hanno frequentato per periodi più o meno lunghi la parrocchia di San Bartolomeo e suor Carla Breccia. Conduttrice della serata, nel corso della quale sono stati proposti pure alcuni filmati riguardanti don Annibale, Valentina Ercolani.

Lui, figlio di un muratore, ha fatto tantissimo per la comunità che, finita la seconda guerra mondiale non aveva più una chiesa e un campanile (distrutti dai bombardamenti, tanto da dover ricorrere, per celebrare la messa alla ex “Casa del Fascio”): l’ha dotata, anche con sacrifici economici personali, nel corso degli anni, di una chiesa, di un avveniristico campanile, di un ampio salone parrocchiale (con tanto di palcoscenico teatrale) solo a fermarsi all’ambiente delle strutture murarie.

Ancora di più, questo sacerdote, un po’ ruvido nei modi, ma aperto, leale, intelligente – monsignor Sigismondi ha descritto i diversi lati del carattere del parroco utilizzando tutte le lettere alfabetiche del suo nome – ha operato a favore della comunità che gli era stata affidata: famiglie, anziani, giovani. Su questi ultimi ha riversato innumerevoli attenzioni: non solo il catechismo e le altre attività di carattere religioso, ma pure i campi estivi, il teatro, i giochi, la musica e quant’altro.

Ed ora don Annibale sarà causa di altri lavori: con i proventi della vendita del libro gli organizzatori intendono contribuire al rifacimento del tetto della chiesa parrocchiale, bisognoso di interventi per evitare pericolose infiltrazioni d’acqua.

Il comitato, poi, ha annunciato di voler traslare la salma del parroco dal cimitero vecchio, all’interno della “sua” chiesa, dove don Annibale avrebbe desiderato riposare. E c’é da credere – vista la determinazione e l’organizzazione del gruppo di cui i “trascinatori” sono Paolo Befani, Tommaso Bianchi, suor Carla Breccia, Roberto Castellini, Carlo e Chiara Castellini, Valentina Ercolani, Giacomo e Riccardo Fasi, Francesco Fiorini, Michela Furiani, Nuvoletta Giugliarelli, Gabriele Mancini, Miranda Mariottini, Antonello Palmerini, Enrico Taticchi, Claudia e Roberto Valigi – che, col passo dell’alpino, anche questa iniziativa finirà per essere portata a compimento.

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