Calabrese, l’Amministrazione non dichiarò di aggiustare le strade, è polemica

Sottopasso Ponte san Giovanni, Calabrese, copia e incolla notizia di un anno fa

Calabrese, l’Amministrazione non dichiarò di aggiustare le strade, è polemica La principale missione che dichiarò la nuova amministrazione comunale perugina nel 2014 non era rimettere a posto le strade (che pure lasceremo a fine mandato in condizioni di ritrovata accettabile normalità), non era rilanciare la qualità dei servizi (che pure ha segnato ogni versante della nostra azione), non era soltanto rimettere a posto i conti del bilancio comunale (come stiamo facendo dal primo giorno del nostro insediamento, presupposto indispensabile per ogni azione di governo che serve), la prima missione strategica di questa amministrazione era ed è fare il possibile e l’impossibile per ricostruire e rilanciare rinnovati percorsi di sviluppo, in un tempo di passaggio che impone nuove visioni ed azioni, da perseguire con la determinazione che serve. 

Non sarebbe competenza tipica di un Comune, lo ricordo ancora, ma sin dall’inizio abbiamo considerato questa la nostra prima missione. Continuerà ad esserlo nel caso i perugini decidano di rinnovare la loro fiducia ad Andrea Romizi per un secondo mandato e, nel fare un sereno e preciso bilancio sulla Perugia di questi ultimi anni, per ostentare o celebrare nulla, anzi, per verificare quanto ancora da fare, l’analisi delle condizioni delle nostra economia sarà ancora una volta tema prioritario.

Il dato sui livelli di reddito nei comuni italiani, pubblicati ieri dal Sole24h, interessanti e rilevanti perché non sono valutazioni, ma dati obiettivi e non suddivisi per province, come in genere accade per analisi del genere, ma disaggregati per singoli comuni, racconta ancora una volta di una Italia divisa in due.

Perugia nell’Italia

Questa analisi colloca Perugia nell’Italia capace di affrontare questo tempo, che fa meglio della media italiana sia nel limitare i livelli di reddito più bassi, che nell’incidenza dei livelli di reddito più alti. Sono dati che, ovviamente, non segnalano un approdo, ma la tendenza che indicano alimenta fiducia sulla prospettiva che la comunità perugina tutta mostra di voler e saper rilanciare.

Non sono cosi fazioso da neanche pensare che questa tendenza possa essere merito nostro, anche perché le azioni strategiche che stiamo continuando a seminare, pur con primi riscontri importanti, daranno frutti progressivi che misureremo sempre più nei prossimi anni, ma considero altrettanto obiettivo osservare che questa amministrazione è essa stessa espressione del miglior spirito perugino, capace di reagire alle sfide di questo tempo per rilanciare le migliori prospettive. 

“nell’altra Italia”

Questi dati raccontano anche che la Perugia di oggi non è l’Umbria, che è pressoché tutta “nell’altra Italia”. Quelle colorazioni descrivono un’isolata enclave perugina (comune, non provincia), che può rendersi modello di riferimento, per visioni ed azioni strategiche, per tutti gli altri territori umbri. Sia detto senza sciocca presunzione, ma con il desiderio di tornare ad essere la locomotiva di tutta la nostra magnifica Umbria.


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