Covid, vaccino 5-11 anni, bimbi capiscono importanza

Il nuovo vaccino low cost, il cervello è italiano. Creato negli Stati Uniti dal Texas Children’s Hospital e dal Baylor College of Medicine

Covid, vaccino 5-11 anni, bimbi capiscono importanza

I primi dati sulle prenotazioni del vaccino anti-Covid per i bambini mostrano che c’è stata “una grande risposta. Diamo tanta risonanza a una minoranza di contrari. La realtà è che sono molti di più coloro che guardano al vaccino come a una grande opportunità”. E’ l’analisi di Alberto Villani, direttore del Dipartimento di emergenza, accettazione e pediatria generale dell’ospedale Bambino Gesù di Roma. L’esperto, in un’intervista a ‘La Repubblica’, sottolinea l’importanza di parlare del vaccino con i piccoli di 5-11 anni.


Fonte: Adnkronos


“Un bambino di 8 anni mi ha chiesto: perché mio fratello può fare sport e io no? Gli ho spiegato che era vaccinato. Lui allora ha detto che voleva vaccinarsi anche lui – racconta – Gli adolescenti hanno colto perfettamente che avrebbero recuperato la libertà. Andrebbe spiegato anche ai bambini, che non faticheranno a capirlo. Sono la categoria che più ha sofferto e sta soffrendo per il Covid, non tanto per i sintomi fisici, quanto per le limitazioni sociali. E temo che ne vedremo a lungo le conseguenze”. E Villani evidenzia cosa li aspetta dopo il vaccino: “Meno tamponi, quarantene e didattica a distanza, più sport, socialità e vicinanza. Potranno recuperare la qualità della vita che è doverosa alla loro età”.

È per l’esperto “un quadro distorto quello che dipinge i bambini spaventati dalla puntura. Non sottovalutiamoli, loro sono in grado di capire che dopo il vaccino potranno recuperare un approccio normale alle relazioni. E non verranno più considerati gli untori dei nonni”. Lo specialista difende la scelta di vaccinarli tutti, non solo i fragili: “Dovrebbero essere gli altri Paesi ad allinearsi a noi, alla luce dei numeri dell’epidemia. I vaccini abbattono praticamente a zero il rischio di morte fra i bambini. Non so se le 36 vittime di Covid sotto ai 18 anni ci sembrano poche. Con quale misura etica possiamo giudicarlo? Gli oltre 600 decessi fra bambini avvenuti negli Stati Uniti allora come sono? Con il Covid ci stiamo abituando a contare 2-3mila morti ogni mese come se nulla fosse”.

Quanto al rischio miocardite post vaccino, “era già basso e poco grave negli adolescenti. Fra i bambini non si sono osservati casi. Si sono osservati invece casi di miocardite causati dal Covid e quelli sì che sono stati gravi – fa notare Villani – Alcuni di questi ragazzi sono seguiti da noi al Bambino Gesù e stanno ancora combattendo. Così come quelli, alcune centinaia in Italia, colpiti dalla Mis-C, la sindrome infiammatoria multisistemica”.

L’esperto invece rassicura sul vaccino. Per i bambini allergici, nei “rari casi molto gravi di allergia sono previsti percorsi protetti”. E, aggiunge ancora, “chi ha avuto l’influenza può fare il vaccino, che è sconsigliato solo con la malattia acuta”. Quanto al fatto che per gli adulti si è rivelata necessaria la terza dose di vaccino anti-Covid, Villani osserva: “Meglio avere un argine che nessun argine. E meglio averlo subito piuttosto che tardi. Se poi” i bambini “dovranno fare la terza dose, la faranno. Non è certo un problema”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*