Ciclopedonale via Val di Rocco: un’occasione persa per Perugia
Il Comune di Perugia ha da poco approvato il progetto esecutivo per realizzare una pista ciclopedonale di circa 1 km in via Val di Rocco nella zona della pineta di Ponte Felcino.
Fonte Ufficio Stampa
FIAB Perugia Pedala
Purtroppo, aldilà delle lodevoli intenzioni, dobbiamo sottolineare come si tratta di un intervento di dubbia utilità che non è prioritario per sviluppare una valida ciclabilità urbana. Infatti, la ciclopedonale parte dalla pineta lungo il Tevere e va ad affiancare una strada di campagna a bassissimo volume di traffico, lungo la quale non ci sono né residenze, né attività, né servizi, né altri luoghi di aggregazione sociale e che termina nel nulla, all’incrocio con strada Canneto Sant’Angelo. A chi dovrebbe servire questo tratto? Da lì, qualunque direzione si prenda ci si troverà ad affrontare strade ben più trafficate e pericolose.
Sono piuttosto prioritari percorsi ciclabili interni al nucleo abitato così che ci si possa spostare in bicicletta in sicurezza per le normali esigenze quotidiane (andare al lavoro, a scuola, raggiungere servizi, negozi, residenze, ecc.). Il tratto di via Val di Rocco dove si interviene è invece un classico esempio di strada dove auto e ciclisti possono convivere senza bisogno di costose infrastrutture, ma con pochi interventi che vadano a moderare la velocità delle auto o a ridurne ulteriormente il transito.
L’investimento da ben 470 mila euro rischia di tradursi in uno sperpero di risorse pubbliche, che sarebbe più opportuno impiegare su altre strade ben più trafficate. Da tempo stiamo chiedendo al Comune di Perugia l’istituzione di una Consulta per la Mobilità Sostenibile, come avviene in altre città, e ci siamo sempre resi disponibili ad un confronto preventivo quando si tratta di portare avanti progetti di questo tipo, così da trovare le soluzioni più utili per rendere possibile una mobilità alternativa anche a Perugia.
Più che i chilometri di piste ciclabili (o peggio ancora di ciclopedonali) costruiti, ciò che conta davvero è il numero di persone che riusciranno a rinunciare almeno in parte all’auto e spostarsi a piedi o in bicicletta. Su questo c’è ancora molto da fare e temiamo che la ciclopedonale di via Val di Rocco sia solo un’altra occasione persa.

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