Si riprende a viaggiare con i viaggi d’istruzione con il Decreto riaperture

Si riprende a viaggiare con i viaggi d'istruzione con il Decreto riaperture, pubblicato in Gazzetta ufficiale ed entrato in vigore il 25 Marzo

Si riprende a viaggiare con i viaggi d’istruzione con il Decreto riaperture

Il “Decreto riaperture”, pubblicato in Gazzetta ufficiale ed entrato in vigore il 25 Marzo, prevede, tra gli altri interventi, la possibilità di riprendere viaggi di istruzione ed uscite didattiche senza i divieti o i vincoli rappresentati dagli spostamenti esclusivamente in zona bianca dei due anni scolastici precedenti.

 

Su tale argomento, si espone il Comitato a Scuola Umbria, spiegando che: “Il definitivo ritorno alla normalità per milioni di studenti passa proprio da qui, perché si sa che tra le esperienze umane e culturali più significative ci sono proprio le “gite” con i loro rituali (prendere le ultime file dell’autobus, le canzoni a squarciagola, le barzellette, il pranzo al sacco, le foto coi monumenti e per chi trascorre fuori casa più giorni, anche la  notte in hotel tutti insieme).

Cita le parolee del Ministro Bianchi al termine del Consiglio dei Ministri -che ha varato il Decreto – e quelle del Presidente dell’Anp (Associazione Nazionale Presidi) Antonello Giannelli: ” Torniamo alla normalità, seppur con le dovute cautele…Saranno consentiti, ad esempio, le uscite didattiche e i viaggi di istruzione, per dare a studentesse e studenti nuove opportunità di apprendimento al di fuori degli edifici scolastici”, e che: ” Il valore dei viaggi d’istruzione è innegabile. Invito i colleghi a organizzare escursioni giornaliere, magari riscoprendo le nostre meraviglie naturali attraverso partner come il Wwf o il Fai”.

Un grosso limite ai viaggi di istruzione, come noto, è stata l’emergenza sanitaria che ha interessato il nostro Paese fin dai primi mesi del 2020. Dopo il primo lockdown e per tutto l’anno scolastico successivo, i viaggi d’istruzione sono stati praticamente tutti sospesi. Nel 2021/2022 le visite e i viaggi di istruzione non sono stati banditi, ma sono stati regolati da una FAQ sul sito del MIUR in questo modo: “Nei territori in zona bianca è possibile effettuare uscite didattiche e viaggi di istruzione, purché si permanga in aree del medesimo colore bianco, fermo il rispetto dei protocolli di sicurezza degli specifici settori”.

Nella pratica, però, ciò ha reso molto difficile, se non impossibile, pianificare uscite didattiche. Con i contagi, infatti, non si poteva azzardare e il rischio che la regione di destinazione cambiasse colore proprio la settimana prescelta per l’uscita era tangibile. Meglio, dunque, non rischiare e limitarsi a qualche visita nei dintorni. Ma, anche in questo caso, le regole sul Green Pass hanno bloccato molte iniziative: l’obbligo della certificazione verde per accedere in luoghi di interesse – come i musei o i luoghi al chiuso – e per usufruire dei trasporti avrebbe di certo escluso alcuni alunni.

Ma dal 31 marzo tutto cambia. Il Governo ha annunciato che non ci saranno proroghe dell’emergenza sanitaria, con lo stop a scuola dell’obbligo di mascherine FFP2 (necessarie, oggi, in autosorveglianza) e ​​delle quarantene da contatto, nonché con l’allentamento graduale delle misure restrittive, tra cui c’è soprattutto il Green Pass. Una notizia, questa, che ha dato il via libera alle scuole per far ritornare a viaggiare gli studenti o quantomeno per programmare delle gite nel corso della primavera, quella che dovrebbe sancire l’inizio del post pandemia.

 

In tutta Italia si tornano così a organizzare le partenze, anche se laddove sono i genitori a doverle gestire, come alla scuola primaria, assistiamo ancora a delle resistenze. Evidentemente lo stato di emergenza perdura ancora nella testa della persone ed è difficile far capire a tutti che i mezzi di trasporto, con cui ogni giorno, anche durante la fase acuta dell’epidemia, 9 milioni di persone in tutta Italia si sono spostati, rispettano in maniera ferrea le normative anticovid, soprattutto i bus turistici (a bordo c’è l’obbligo di mascherina e di sanificazione continua di ogni mezzo). Inoltre il mezzo per gli spostamenti non è neutro: la macchina non favorisce la socialità del bus, non insegna ai più giovani come si viaggia, non aggrega. Senza bisogno di dover ricordare che i contagi maggiori avvengono in famiglia e non sui mezzi di trasporto.

“Pertanto una gita con una carovana di macchine ognuna per conto suo che senso avrebbe? Chiamiamola piuttosto allegra scampagnata, ma non viaggio di istruzione! Spesso il Governo è stato intransigente con la scuola ed in parte lo è ancora (basti pensare che le aule scolastiche sono l’unico luogo al chiuso in cui permane l’obbligo di mascherina), ma sui viaggi di istruzione purtroppo dobbiamo registrare ancora una volta un allarmismo eccessivo dei genitori che per il terzo anno consecutivo sono disposti a far perdere ai figli una bellissima occasione di apprendimento e di socializzazione. E se la paura è il rischio di contagio anche per i prossimi anni scolastici i più piccoli non potranno fare gite, visto che il virus non scomparirà. Ancora una volta dobbiamo dire una frase scontata, ma tristemente vera: poveri bambini!”

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