Presentato manifesto per un’altra Università a Perugia
Un manifesto per riscrivere l’Università, reimmaginando il sistema diverso che possa essere strumento di emancipazione e di cambiamento per tutta la società, con proposte alla politica e creazione di vertenze sui territori e nei singoli Atenei per rispondere a bisogni materiali delle comunità. Questi gli obiettivi del manifesto «Per un’altra università». Il documento è stato presentato a Perugia da LINK Coordinamento Universitario, Federazione Lavoratori della Conoscenza, Associazione dottorandi italiani e dottori di ricerca in Italia e Rete 29Aprile
L’incontro si è tenuto mercoledì nell’aula di via Goldoni dove Haron Zeriali, rappresentante nazionale di Link, ha dichiarato che «l’università attuale poggia tanta della sua attività sulla precarietà lavorativa e esistenziale, un tema che coinvolge lavoratori e studenti, perciò sentiamo il bisogno di creare alleanze per superare il problema».
Il gruppo Link – coordinamento universitario sta presentando il manifesto in tutto il territorio nazionale. Un percorso che a partire del manifesto vogliono portare avanti nell’Università perugina e in varie part d’Italia.
Andrea Capotorti, di Rete 29 Aprile, ha fatto luce sulla condizione dei docenti. Tra le proposte presenti nel manifesto quella di «riformare la figura dei docenti in un ruolo unico, di modificare il percorso per arrivare alla docenza e introdurre una formazione alla didattica».
Mirko Susta, rappresentante dell’Adi, ha spiegato come «la fuga di cervelli è fisiologica, attualmente in Italia la borsa di ricerca non basta al proprio sostentamento per un dottorando; è impossibile portare avanti questo percorso con le proprie risorse senza il supporto della famiglia. Sono aumentati, grazie allo stanziamento dei fondi pnrr, i posti per le borse disponibili ma molte sono vincolate a tematiche di ricerca già esistenti e decise a priori».
La ricerca – è scritto nel manifesto – è libera se guidata dalla curiosità, dalla passione. essa è libera se segue le direzioni suggerite dalla curiosità personale, anche se apparentemente lontane dalle applicazioni concrete. Di Fronte ad una realtà più vasta e ricca di sorprese. La ricerca è libera solo se è collettiva, se manca la dimensione comunitaria nulla di altro potrà svilupparsi.
«In seguito alla riforma Gelmini – conclude Zeriali – abbiamo visto una vera e propria aziendalizzazione dell’università, nei suoi sistemi e criteri valutativi simili. Lo scopo dell’università è emancipare le persone e offrire un sapere libero per dare risposte ai bisogni della società attuale, non al comparto aziendale».
Virginia Mancarella, coordinatrice nazionale di LINK Coordinamento universitario afferma: “la crisi economica che stiamo vivendo sta pesando sulla possibilità degli studenti di permettersi
gli studi, l’aumento del costo della vita sta causando l’abbandono degli studi di tanti studenti che non riescono a mantenere il costo della contribuzione studentesca, dell’abitare e dei
trasporti. La situazione attuale deriva da decenni di noncuranza nei confronti dell’Università, con un suo appiattimento ai soli bisogni del mercato e una conseguente aziendalizzazione
degli Atenei. Per garantire un’Università di massa insieme a dottorandi e ricercatori scriveremo un manifesto che provi a immaginare un sistema per il diritto allo studio differenza, forme di reddito studentesche e una didattica che metta lo studente al centro. La conferenza stampa a Perugia è la prima conferenza di presentazione del manifesto nazionale, darà il via ai prossimi appuntamenti di convergenza di tutto il mondo universtiario.
Nicola Cardinali, coordinatore di LINK Perugia ha parlato «della crisi della residenzialità universitaria e psicologica che ha raggiuto livelli insostenibili. La conferenza è stato un momento importante sia per il percorso nazionale del sindacato che per il lavoro che da un anno stiamo portando avanti sul territorio per costruire una proposta per un nuovo territorio e una nuova università».

se manca il dio quattrini non se ne farà niente …credo. e i quattrini non ce l’ha più nessuno!