L’Università per Stranieri di Perugia tra le istituzioni protagoniste del film documentario sul doppiaggio italiano

La voce senza volto, che verrà proiettato il 23 maggio prossimo a Palazzo Gallenga

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L’Università per Stranieri di Perugia tra le istituzioni protagoniste del film documentario sul doppiaggio italiano

É un omaggio ad un’arte tutta italiana quello che il regista Filippo Soldi ha voluto offrirci col documentario La voce senza volto, in cui conduce lo spettatore in un affascinante viaggio attraverso la storia del doppiaggio nel nostro paese.

Una delle istituzioni protagoniste di questo excursus storico-artistico è l’Università per Stranieri di Perugia, dove la Storia del Cinema è oggetto di studio da molti decenni; il film, infatti, si avvale di una serie di contribuiti di doppiatori e storici del cinema tra cui quello di Fabio Melelli, che presso l’Ateneo ha l’incarico d’insegnamento di Cinema italiano nel mondo e che è stato intervistato per il film proprio a Palazzo Gallenga, sede centrale dell’Università.

Giovedì 23 maggio prossimo, nell’aula VI di Palazzo Gallenga (ore 17:00), La voce senza volto verrà presentato anche a Perugia, dopo la sua uscita in anteprima all’ultima Festa del cinema di Roma e l’ingresso nella selezione ai Nastri d’Argento. Alla proiezione interverranno Valerio De Cesaris, rettore dell’Università per Stranieri di Perugia, Fabio Melelli, Filippo Soldi e Jacopo Capanna, produttore del film documentario.

L’opera si apre con la voce di Stanley Kubrick che si rivolge al direttore del doppiaggio italiano del suo film Full Metal Jacket dicendogli: «se non hai un buon attore, ogni cosa suona falsa», per proseguire negli ambienti della Fondazione Zeffirelli, dell’Accademia della Crusca, della Cineteca di Bologna e dell’Università per Stranieri di Perugia, entrando nelle sale di doppiaggio e svelando misteri e retroscena di una pratica in cui l’Italia ha raggiunto livelli di assoluta eccellenza. Una pratica, quella del doppiaggio, che ha influito sui nostri costumi e soprattutto sulla nostra lingua, tanto da far affermare ad Ennio Flaiano – con tagliente ironia – : «L’italiano è una lingua parlata….. Dai doppiatori».

 

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