Lavoro e pace, il messaggio del rettore Marianelli 

Lavoro e pace, il messaggio del rettore Marianelli 

Da Perugia il richiamo a dignità inclusione e futuro comune

Un richiamo al valore del lavoro come strumento di dignità, inclusione e costruzione della pace. È il messaggio lanciato dal rettore dell’Università degli Studi di Perugia, Massimiliano Marianelli, in occasione del Primo Maggio, Festa delle Lavoratrici e dei Lavoratori.

Nel suo intervento, il rettore ha sottolineato come parlare oggi di lavoro significhi affrontare anche il tema della pace, della giustizia sociale e della tutela delle persone più fragili, in un contesto segnato da precarietà e crescenti diseguaglianze.

“La pace si costruisce anche attraverso il lavoro”

Marianelli ha collegato il significato della ricorrenza ai principi della Carta di Assisi, sottoscritta dall’Ateneo perugino lo scorso 25 febbraio insieme ad altre università italiane e internazionali.

Secondo il rettore, la pace non rappresenta un concetto astratto ma un impegno quotidiano che passa anche attraverso una cultura del lavoro fondata su dignità, giustizia e inclusione.

Nel messaggio emerge un forte richiamo alla responsabilità collettiva delle istituzioni nel contrastare le diseguaglianze sociali e nel creare condizioni capaci di garantire opportunità e tutele alle persone più vulnerabili.

Il tema della precarietà e delle difficoltà dei giovani

Ampio spazio viene dedicato anche alla questione della precarietà lavorativa, descritta non soltanto come problema economico ma come elemento che incide profondamente sulla vita delle persone e sulla possibilità di costruire relazioni stabili e progettare il futuro.

Il rettore evidenzia come l’incertezza occupazionale condizioni soprattutto i più giovani, rendendo più difficile immaginare percorsi di vita condivisi, famiglie e comunità solide.

Secondo Marianelli, la precarietà rappresenta anche una trasformazione culturale che coinvolge il modo stesso di concepire il lavoro e la dimensione umana all’interno della società contemporanea.

Da qui il richiamo alle istituzioni affinché pongano al centro delle politiche pubbliche le persone più fragili, evitando che qualcuno resti escluso o marginalizzato.

Il ruolo della comunità universitaria

Nel suo messaggio il rettore ha rivolto inoltre un pensiero alla comunità accademica dell’Università degli Studi di Perugia, ricordando il contributo quotidiano di docenti, personale tecnico-amministrativo, bibliotecari, collaboratori linguistici, ricercatori e studenti.

Per Marianelli, il lavoro non può essere ridotto a semplice prestazione produttiva ma rappresenta uno spazio fondamentale di crescita personale, relazione e costruzione delle istituzioni.

Il rettore ha concluso il suo intervento augurando che il lavoro possa diventare sempre più occasione di partecipazione, dignità e futuro condiviso, ribadendo il valore sociale e umano del Primo Maggio.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*