La scuola elementare Ciabatti riapre tra l’entusiasmo dei quartieri e della comunità scolastica di ieri, oggi e domani
di Antonella Valoroso
La campanella ha suonato con un giorno d’anticipo alla Scuola Elementare “Primo Ciabatti” di Perugia. E sebbene la domenica e il meteo invitassero a prendere la via del mare, del lago o della montagna, centinaia di perugini hanno voluto esserci. Perché la scuola Ciabatti-Montessori è patrimonio della comunità e semmai a qualcuno il concetto non fosse stato ancora chiaro, dopo la mattinata del 10 settembre non ci sono più dubbi in proposito.
Che i rappresentanti delle istituzioni ci fossero era doveroso, e difatti c’erano tutti: dalla sottosegretaria di Stato al Ministero dell’Istruzione e del Merito Paola Frassinetti, al sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno Emanuele Prisco; dalla presidente della Regione Umbria Donatella Tesei, al sindaco di Perugia Andrea Romizi e al vicesindaco Gianluca Tuteri; dal dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Perugia 2 prof. Luca Arcese all’ing. Monia Benincasa, dirigente dell’U.O. Edilizia Scolastica del Comune di Perugia; dall’assessore regionale Fioroni, agli assessori comunali Cicchi, Scoccia e Numerini,e poi ancora i consiglieri Renda, Befani, e ultimi, ma decisamente non ultimi in ordine d’importanza l’On. Emma Pavanelli, il questore Bellassai ed il prefetto Gradone.
C’era anche, come ha opportunamente sottolineato Andrea Romizi nel corso della cerimonia d’inaugurazione, il “sindaco di Porta Pesa, la signora Marisa Rosi, colei che come un mastino ha vigilato su tutto il cantiere, e che ha fatto sentire la sua voce quando qualcuno poco informato andava in giro dicendo che la scuola sarebbe stata spostata altrove”.
I meravigliosi omaggi floreali confezionati dalla signora Marisa, che da anni si cura della bellezza del quartiere e che da sempre insegna ai bambini ad avere cura delle aiuole, hanno reso ancora più bella questa domenica di fine estate.
Il pensiero del Dirigente Scolastico Luca Arcese va invece alla comunità di studenti e docenti che hanno dovuto sopportare il disagio dell’allontanamento dalla propria sede insieme a quello della pandemia: “Voglio ringraziare -ha detto con commozione-soprattutto quei bambini e quelle bambine che non avranno il piacere di vivere la nuova scuola perché hanno completato il ciclo della primaria negli ultimi due anni. Sono loro i nostri piccoli eroi e a loro va il mio più sincero grazie”.
Ci sono le maestre dei tempi che furono e quelle che non vedono l’ora di rientrare nelle loro aule, perché per una “maestra Montessori” lo spazio e i materiali sono una parte fondamentale della relazione educativa. C’è la maestra Marisa Carfagno, che fu allieva della ‘mitica’ signorina Paolini; c’è la maestra Ombretta Frasca, che per decenni si è presa cura dei bambini e delle bambine diversamente abili; c’è la maestra Grazia Mignini, che domani rientrerà in classe felice di ritrovare la sua scuola e di poter passare gli ultimi due anni della sua carriera in un’ambiente così bello e accogliente.
“Restituiamo alla città e alla comunità educativa una scuola più bella ma soprattutto più sicura -sottolinea l’ing. Monia Benincasa, che ha seguito il progetto mettendoci testa e cuore- oggi è un giorno di grande festa ma non è stato facile arrivarci. Questo edificio ha quasi cento anni, è un esempio notevole di architettura razionalista con spazi ampi e aule luminose, ma c’era bisogno di un massiccio intervento di riqualificazione. Siamo intervenuti sugli spazi di servizio, sugli impianti di riscaldamento che adesso sono tutti a pavimento, sull’efficientamento energetico e sull’adeguamento antisismico. Questo è un edificio di 3.000 metri quadri e se oggi siamo qui a tagliare il nastro è anche grazie al lavoro delle maestranze della ditta “Palma 73” di Pozzuoli che ci ha messo tutto l’impegno necessario e anche di più, lavorando fino a ieri con la passione che la scuola pubblica si merita”.
Anche la sottosegretaria al Ministero dell’Istruzione e del Merito Frassinetti, appena arrivata da Milano, è visibilmente emozionata durante il suo intervento: “Ho voluto essere qui perché oggi tocchiamo con mano un esempio di buona politica e buona amministrazione. Ero già stata a Perugia l’11 gennaio scorso a visitare il cantiere e nei mesi passati le difficoltà sono state tante, tra i costi che lievitavano e la necessità di chiudere in tempo i lavori. Domani l’anno scolastico inizierà in una scuola d’eccellenza grazie alla grande sinergia che c’è stata tra istituzioni centrali e regionali. Non capita spesso di riuscire a coniugare estetica, sicurezza edefficienza e dobbiamo andarne tutti orgogliosi”.
Tra le parole che hanno lasciato maggiormente il segno nell’animo di tutti i presenti ci sono state sicuramente quelle del vicesindaco Tuteri, il quale ha lanciato un ammonimento importante alle famiglie: “Guai a quei genitori che con atti e con parole screditano gli insegnanti agli occhi dei propri figli perché impediscono la realizzazione di quell’alleanza educativa fondamentaleper lo sviluppo emotivo e civile dei ragazzi. La scuola elementare, e quella italiana è tra le prime dieci al mondo, rappresenta l’ultimo baluardo dell’educazione del bambino perché è in questa fase che si sviluppano i sentimenti. Nella scuola primaria, infatti, non ci si limita a trasferire nozioni, ma ci si prende cura del lato affettivo e sentimentale dei giovani, sviluppando le basi cognitive e costruendo gli adulti di domani. È qui che si realizza la vera prevenzione alla devianza e alla violenza di qualsiasi genere”.
L’ultimo doveroso ringraziamento è quello che il Dirigente Scolastico Luca Arcese ha voluto infine rivolgere alla grande pedagogista Maria Montessori che, con decreto del sindaco Aldo Manna, divenne nel 1950 cittadina onoraria di Perugia e il cui metodo da domani troverà modo di continuare a trasformarsi in pratica quotidiana nella vita della comunità che oggi si è ritrovata insieme per festeggiare il proprio ritorno a casa.





















Leggo sulla cronaca locale di quotidiani perugini e sugli avvisi del Comune che domenica 9 settembre alle ore 10 è indetta una cerimonia di riapertura della scuola elementare di Porta Pesa, al termine dei lavori di restauro conservativo e parziale ristrutturazione effettuati sull’edificio.
La pregevole costruzione, funzionale all’educazione delle nuove leve perugine venne realizzata in periodo fascista. Tant’è che ancor oggi vengono evocate come “Scuole del Littorio a Porta Pesa.”
Emblematica è la memoria della loro intestazione a personaggi che dovevano rimanere nella evocazione storica del popolo perugino per le loro gesta di coraggio, intelligenza, capacità , onestà, a mo’ di esempio, soprattutto per le nuove generazioni degli alunni di tale plesso scolastico.
In epoca fascista , appena tre anni dopo l’inaugurazione della nuova scuola elementare , un tragico episodio nei cieli di Spagna segnò la morte eroica di mio zio Lamberto Fruttini, capitano d’aviazione.
Costui era un esempio di coraggio e dedizione alla Patria. Ho avuto modo di verificarne i pregi nelle ricerche per i testi dei miei libri, presso l’Archivio di Stato di Roma. Era un “ragazzo del ‘99” e ad appena 18 anni , non ancora compiuti, nel 1917 partì per il fronte della Grande Guerra. In pochi mesi acquisì il brevetto di pilota, che utilizzò poi come legionario a Fiume, a fianco di Gabriele D’Annunzio nella Marcia di Ronchi del 1919, per rendere Fiume città libera e repubblicana. Fu un’esperienza di fede libertaria , anarco-futurista, che durò poco più di un anno. Ma il navigare nei cieli liberi e fantastici rimase la sua passione unica e avventurosa.
Da capitano della Regia Aviazione, fu volontario in Spagna a combattere per evitare che quella nazione cadesse nella dittatura comunista. Ma l’aereo venne colpito dalla contraerea nemica. Il suo coraggio ed altruismo lo portò in quel tragico frangente a paracadutare tutto l’equipaggio oltre le linee nemiche . Solo lui ed il secondo pilota non riuscirono a salvarsi. L’eroico episodio venne ritenuto degno di medaglia d’oro alla memora e di intestazione della scuola del littorio di Porta Pesa ad esempio di coraggiosa dedizione alla Patria. .
Dopo tre anni sopravvenne la disastrosa seconda guerra mondiale. Il fascismo con la sua dittatura progressiva e omertosamente invasiva, su tutti gli ambienti, ne fu la causa. Il Popolo italiano ne comprese, sebbene in grave ritardo, le gabbie negazioniste di ogni libertà. E fu la guerra civile.
Gli epiloghi , per la storia della scuola del Littorio , furono la cancellazione della sua intestazione a mio zio Lamberto, e quasi per una forma di “legge del contrappasso” l’intestazione della scuola venne dedicata ad una vittima della guerra civile , Primo Ciabatti, un giovane formatosi alla scuola “ antifascista, di Capitini e poi comunista; fu tra i primi a passare alla clandestinità e alla lotta partigiana, insieme all’amico Riccardo Tenerini. Per la dura vita alla macchia si ammalò.
Il 7 maggio del 1944 i tedeschi lo trovarono, convalescente, in una casa di contadini nella campagna di Cagli, e lo trascinarono via: durante il tragitto, lo uccisero con una sventagliata di mitra”. (1)
La morale da trarre da tali episodi è solo una: l’eroismo dei personaggi in causa rimane integro, nella loro onestà e fede dei loro valori . Mentre la valutazione che ne ha tratto l’istituzione di governo cittadino resta nella sua valutazione storica, strumentale e di parte.
Nella foto: 1) Lamberto Fruttini ,2) Primo Ciabatti, 3) la scuola di porta Pesa, prima e dopo il cambio di intestazione.
(1) Da “La Tramontana” del 8/09/’23.