Sanità, illustrato protocollo intesa regione Umbria e università Perugia [il documento]
Assicurare in Umbria livelli di eccellenza dei servizi sanitari attraverso le professionalità e le competenze che operano nelle due Aziende ospedaliere, garantire qualità e appropriatezza della formazione del personale medico e sanitario, promuovere lo sviluppo della ricerca: sono i capisaldi del Protocollo generale d’intesa tra Regione Umbria e Università degli Studi di Perugia, approvato stamani dall’esecutivo regionale e i cui contenuti sono stati illustrati nella sede della Giunta regionale di Palazzo Donini, dalla presidente della Regione Umbria, dall’assessore regionale alla Salute e dal Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Perugia, Maurizio Oliviero. Presente il direttore del Dipartimento di medicina e chirurgia dell’Azienda ospedaliera di Perugia, Nicola Talesa.
Oggi è stato raggiunto un traguardo importante
Per la presidente della Regione Umbria “oggi è stato raggiunto un traguardo importante atteso da oltre 10 anni. Dopo due anni in cui la sanità è stata fortemente impegnata nella cura delle persone affette da covid e nella vaccinazione, il protocollo rappresenta un tassello fondamentale per avviare un lavoro in stretta sinergia con l’Università, finalizzato ad assicurare ai cittadini le migliori prestazioni sempre più adeguate alla domanda di cure, migliorando l’offerta e l’attrattività della sanità umbra anche con l’obiettivo di favorire la mobilità sanitaria da fuori regione che negli ultimi tempi è stata penalizzata. In tutto questo percorso, il ruolo dell’Università è stato e continuerà ad essere fondamentale e insieme proseguiremo a scegliere il meglio per i cittadini evitando in primis la duplicazione delle prestazioni e investendo sulla ricerca”.
La ricerca è basilare per una buona sanità
E proprio su questa importante mission dell’Università ha posto l’accento l’assessore alla Salute della Regione Umbria, secondo il quale “la ricerca è basilare per una buona sanità e per garantire prestazioni di alto livello. Stiamo uscendo bene da questi anni difficili della pandemia, anche grazie alle grandi professionalità delle due Aziende ospedaliere. L’auspicio è che attraverso questo protocollo, si possano richiamare ulteriori bravi professionisti che garantiranno cure di sempre più alto livello”.
Maurizio Oliviero, coronamento di un intenso lavoro condiviso
“L’odierna approvazione del protocollo generale di intesa tra l’Università degli Studi di Perugia e la Regione dell’Umbria” – ha dichiarato il Magnifico Rettore, Prof. Maurizio Oliviero – “rappresenta il coronamento di un intenso lavoro condiviso portato avanti negli ultimi due anni e un risultato da lungo tempo atteso dall’intera comunità regionale. L’ormai prossima costituzione delle due aziende ospedaliero-universitarie segnerà, inoltre, l’avvio di una rinnovata stagione di collaborazione tra le due istituzioni coinvolte, nel quadro di un più stretto rapporto di integrazione reciproca nella gestione della Sanità pubblica umbra, a beneficio di tutte e di tutti. L’Ateneo osserva con serenità e fiducia gli importanti impegni che lo attendono nell’alto contributo scientifico che saprà offrire, con la competenza di sempre, alle attività assistenziali erogate nella nostra Regione”.
“È stata sancita una convenzione storica per la nostra Università, che attendevamo da tempo”, ha affermato Margherita Esposito, Coordinatrice della Sinistra Universitaria – UDU Perugia, “Questo lavoro di mediazione fra lʼUniversità e la Regione, oltre a presentare una prospettiva incoraggiante sul panorama del servizio sanitario-assistenziale dell’Umbria, potrebbe aprire una fase importante di elaborazione e confronto sul tema della formazione medico-sanitaria. Sul tema della didattica vediamo accolti e integrati a sistema diversi temi sensibili, dalla sorveglianza sanitaria garantita ai tirocinanti all’ampliamento delle strutture messe a disposizione per la formazione. Crediamo anche che vada elaborato un piano organizzativo relativo all’accesso dei tirocinanti presso le aziende ospedaliere e i servizi del territorio ai fini di integrare nel percorso formativo gli obiettivi che la convenzione si promette di conseguire. Sul versante della formazione specialistica sarà determinante mantenere la direzione instaurata da questa convenzione, focalizzando l’attenzione sulle esigenze che la categoria dei medici in specializzazione reclama da tempo, come la messa a disposizione di un sistema di valutazione e monitoraggio della qualità del sistema di formazione. Da questa convenzione emerge la volontà di compiere un passo molto importante per la nostra Università e per il territorio tutto. Come rappresentanti faremo in modo che ci siano le condizioni adatte affinché gli studenti possano scegliere serenamente Perugia come luogo in cui intraprendere la propria formazione specialistica. Siamo contenti di prendere parte a un cambiamento di tale portata e speriamo che sia il primo passo di un’elaborazione condivisa che porti lʼUniversità degli Studi di Perugia ad essere un ateneo capolinea anche in questo settore”.

La sanità da decenni ha viaggiato su due binari paralleli, Università e Azienda ospedaliera. Gli universitari hanno sempre svolto in prevalenza attività di ricerca scientifica e attività didattica, mentre i medici delle Aziende ospedaliere si sono occupati prevalentemente di assistenza ai degenti e di ricerca clinica. Un accordo tra universitari e ospedalieri equivale alle famose “convergenze parallele”, espressione attribuita allo statista Aldo Moro.