Stop privatizzazione acqua pubblica, De Luca, risposta assessore fuori luogo

Stop privatizzazione acqua pubblica, De Luca, risposta assessore fuori luogo

Stop privatizzazione acqua pubblica, De Luca, risposta assessore fuori luogo

Nel corso della sessione Question time della seduta di oggi dell’Assemblea legislativa dell’Umbria il consigliere Thomas De Luca (M5S) ha chiesto all’assessore Roberto Morroni “se intenda favorire la ripubblicizzazione della gestione servizio idrico nel rispetto della volontà popolare a seguito dell’esito referendario, nonché se intenda sostenere l’aggregazione territoriale verso un unico gestore totalmente pubblico con il controllo da parte dei comuni”. Nell’illustrazione del suo atto ispettivo, De Luca ha ricordato che “attualmente nella nostra regione i soggetti gestori operanti nel territorio sono tre: Umbra Acque nell’area degli ex ambiti 1 e 2 (proprietà al 60 per cento pubblica e al 40 per cento di Acea), SII nella Provincia di Terni (75 per cento pubblica e al 25 per cento di Acea) e Vus nell’area dell’ex ambito 3 (al cento per cento pubblica).

L’esito del referendum del 2011 in Umbria ha visto la partecipazione del 59 per cento degli elettori con un 95 per cento di favorevoli, dichiarando inequivocabilmente un’espressione a favore della gestione pubblica del servizio idrico. Invece siamo di fronte ad un sistematico proposito politico nei vari territori dell’Umbria di porre nelle mani del privato la governance della gestione del servizio idrico.

Basti ricordare Gualdo Tadino, dove il gruppo consiliare di Forza Italia ha denunciato che il socio privato di Umbria Acque mira ad elevare la sua quota fino a possederne la maggioranza assoluta. Oppure a Terni dove la Giunta ha presentato una delibera per l’alienazione delle quote di proprietà della società Asm Terni SpA (100 per cento di proprietà del Comune di Terni) senza gara alla società Umbria Due Scarl (diretta controllata di ACEA SpA). Sempre a Terni il Consiglio comunale ha dichiarato l’azienda SII ScpA ‘non a controllo pubblico’ in contrasto con i pareri consultivi della Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti”.

L’assessore Morroni ha risposto che, l’interrogazione in oggetto “più che di prospettiva guarda ad un futuro remotissimo oltre che viziata da una forzatura esplicita che si rivela nella costruzione stessa del contenuto dell’atto. Rispetto alla ripubblicizzazione della gestione servizio idrico non attiene all’area di competenza legislativa della Regione. In merito al sostenere l’aggregazione territoriale verso un unico gestore totalmente pubblico con il controllo da parte dei comuni, la legge richiamata (‘11/2013’) in maniera palese evidenzia la volontà di guardare ad un ambito unitario a livello regionale, tant’è l’impianto normativo ha segnato il superamento dei sub-ambiti dando vita alla cornice dell’ambito unitario, creando l’Auri, assegnando dunque ai Comuni un ruolo centrale nella gestione sia del sistema idrico che dell’ambito dei rifiuti.

Anche assumendo, come chiesto nell’interrogazione, la prospettiva di dare in house l’intero territorio regionale a livello gestionale, va considerato che al momento le tre società di gestione hanno rapporti che si proiettano, contrattualmente, in un lasso di tempo piuttosto lontano che non attiene alla prospettiva di lavoro di questa Giunta”. Nella replica, De Luca ha sottolineato che “è chiaro, in questo momento, che i modelli gestionali vanno in tutt’altra direzione e cioè verso una privatizzazione totale. Pertanto la risposta dell’assessore è totalmente fuori luogo ed irriverente verso una interlocuzione volta invece al raggiungimento di una prospettiva ottimale rispetto ai problemi strutturali dei cittadini umbri”.

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