Il Fronte del Dissenso chiede le dimissioni dell’assessore Coletto

gli umbri sono passati dalla padella alla brace

Il Fronte del Dissenso chiede le dimissioni dell’assessore Coletto

Il Fronte del Dissenso – Nel 2019, lo scandalo “sanitopoli” travolse la giunta regionale di centro-sinistra. “L’Umbria è libera!”, esultarono i nuovi arrivati del centro-destra a trazione leghista.
La verità è che gli umbri sono passati dalla padella alla brace. Il sistema sanitario umbro è allo sfascio. La giunta Tesei e la maggioranza sono responsabili, ma il primo colpevole è proprio l’assessore “straniero”, Luca Coletto.

il Fronte del Dissenso – Umbria

L’elenco delle inadempienze, degli errori e dei disservizi è lungo: lo smantellamento della sanità pubblica a favore della sanità privata è proseguito; liste d’attesa sono diventate ancor più lunghe; ulteriori chiusure di ospedali e/o interi reparti, spese sballate e investimenti disattesi. Ed ora si scoprono, proprio a causa della mala gestio di Coletto, enormi buchi nel bilancio regionale .

Con l’arrivo del Covid Coletto non ha solo seguito pedissequamente le politiche discriminatorie e fallimentari di Conte, Speranza e Draghi; non ha mai voluto ascoltare le ragioni del Comitato Scientifico Legale Umbro e delle associazioni dei cittadini. Coletto ha sempre risposto no alle cure domiciliari precoci al posto del dannoso protocollo “tachipirina e vigile attesa”; no alla farmacovigilanza attiva; no ad ogni indagine sugli effetti avversi dei vaccini che hanno colpito tanti nostri conterranei.

Porta sbarrata anche l’ultima volta quando abbiamo chiesto un incontro affinché venisse abolito l’obbligo del green pass per entrare negli ospedali e nelle RSA per poter assistere i propri cari.

Per questo chiediamo le dimissioni immediate di Luca Coletto. Non sarà difficile trovare qualcuno che faccia meglio di lui e che sappia ascoltare la voce dei cittadini e dei territori.

4 Commenti

  1. se ne dovrebbe andare semplicemente perché da geometra non può definirsi esperto e da Veneto non ha nulla da spartire con le nostre realtà.

  2. L’assessore Coletto ha dimostrato unicamente l’impossibilità a gestire un sistema sanitario da terzo mondo, gestito unicamente da lobby di potere, problema aggravato dal fatto che la sinistra in 50 anni di governo ha aperto 18 ospedali (neanche fossimo la Lombardia) e non ne funziona uno!!!! Peggio verrà perché in Umbria non vengono professionalità da fuori, quelle che ci sono vengono puntualmente messe nelle condizioni di non poter incidere (si vedano i primariati dati agli amici degli amici!!!!). Vergogna

    • questo è senz’ altro vero, però consentimi, a mio modo di vedere, potevano tranquillamente fare a meno di questo forestiero. Faccio fatica a credere che nello schieramento, che poi ho votato, non ci fosse un Umbro, uno, con titoli e capacità superiori a questo signore.

  3. Non sono d’accordo con le considerazioni fatte. La sanità umbra era a detta di tutti, una delle migliori del Bel Paese. IO purtroppo ho avuto bisogno personalmente e per lunghi periodi, così come un po’ tutti i miei familiari, dei servizi sanitari, è non posso che dire bene per come mi hanno risolto i problemi e per il trattamento davvero umanitario. Ho potuto constatare che questo mio giudizio era piuttosto diffuso tra i cittadini umbri. Ed è proprio per questo, che lo scandalo che travolse un intero gruppo dirigente, non fu perdonato. Insomma la sanità umbra era sentita da tutti come un fatto di cui andare fieri. Una sanità pubblica, diffusa sul territorio, in grado di dare risposte. Certo tutto è migliorabile, ma teniamo conto che da decenni in nome di una ideologia liberista, abbiamo assistito ad un agire da parte di tutti i governi, a tagli ai bilanci, che hanno sempre più destrutturato lo Stato Sociale in Italia. Quel Coletto non ha fatto altro che applicare in Umbria, il metodo già sperimentato e risultato fallimentare, specie con l’esplodere del Covid, della sanità privata finanziata con i denari pubblici. Si vedano i risultati disastrosi della Lombardia, degli scandali che l’hanno travolta: Formigoni mi pare che ancora sia in carcere. Del crac del San Raffaele. Degli affari anche quelli del Vaticano, che ruotano intorno ad un mondo da sempre opaco. Un mondo dove si muovono interessi economici giganteschi, il tutto sule spalle dei cittadini. Come uscirne? Tornare ad una sanità pubblica e gratuita, che sappia dare risposte al Diritto alla salute così come sancito dalla nostra Costituzione, ai massimi livelli. Poi certo anche le cliniche private, ma quelle sono aziende e devono essere in grado di mantenersi da sole.

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