Programma multidisciplinare, artisti globali e pubblico partecipe
Si è conclusa con notevole riscontro di pubblico e critica la quattordicesima edizione del Narnia Festival, kermesse artistica ideata e diretta da Cristiana Pegoraro, che ha per quasi un mese trasformato Narni in un centro culturale animato da eventi di altissimo profilo. Il festival, sotto la direzione musicale del maestro Lorenzo Porzio, ha proposto un itinerario che ha spaziato dalla musica al teatro, dalla danza alle arti visive, includendo anche numerosi appuntamenti fuori regione, tra cui Roma, altre città laziali, Terni e Amelia.
La manifestazione, realizzata con il sostegno della Fondazione Carit, è stata contraddistinta da un’offerta artistica eterogenea e attenta ai temi dell’attualità, nel segno del dialogo tra culture e della valorizzazione della musica come linguaggio universale. Il festival ha raccolto una grande partecipazione di pubblico, proveniente anche da fuori città, contribuendo così alla valorizzazione turistica e culturale del territorio.
Nel corso delle sue 14 edizioni, il Narnia Festival ha ottenuto nove medaglie del Presidente della Repubblica e quest’anno è stato presentato alla Camera dei Deputati, dove ha ricevuto riconoscimenti istituzionali, tra cui quelli del presidente della Commissione Cultura Federico Mollicone.
A caratterizzare questa edizione è stata anche la forte presenza internazionale, con artisti giunti da Hong Kong, Israele, Spagna, Grecia, Nord Europa e America. L’inaugurazione è avvenuta con il concerto “Music for peace”, ospitato nell’Auditorium San Domenico Bortolotti, gremito come mai prima, seguito da una serie di appuntamenti che hanno catturato l’interesse e l’entusiasmo degli spettatori.
Tra gli eventi più applauditi si segnalano “Napul’Era”, tributo alla musica partenopea e a Pino Daniele con la voce narrante di Enzo Decaro, e l’esibizione della pianista Giusy Caruso che ha proposto un repertorio ottocentesco su un pianoforte d’epoca nella suggestiva cornice della biblioteca diocesana, illuminata da candele.
Grande afflusso ha riscosso anche il Gran Galà di danza, con i ballerini del programma curato da Rosanna Filipponi, e i due salotti culturali dedicati rispettivamente allo sport, con la partecipazione di Gianni Rivera, e all’America contemporanea, analizzata dai giornalisti Claudio Pagliara e Claudio Sebastiani.
Molto seguito lo spettacolo di flamenco con il maestro Jose Ruiz, così come “Cartoline musicali dal mondo”, concerto multimediale con proiezioni visive e interpretazioni delle chitarriste Tali Roth, Antigoni Goni ed Eleonora Perretta. Forte impatto emotivo ha avuto anche “Radar”, spettacolo di danza verticale realizzato dalle performer Simona Forlani e Isabel Rossi, che si sono esibite sulla facciata del palazzo comunale accompagnate da musica dal vivo e proiezioni video.
Spazio anche per il pubblico dei più piccoli con le “Favole musicali”, evento incluso nel programma comunale “Gioca e mettiti in gioco”, mentre la chiusura è stata affidata al concerto “Forever Mozart” con l’esecuzione dell’Orchestra del Narnia Festival sotto la direzione di Porzio.
L’aspetto didattico è rimasto un cardine della manifestazione, con masterclass internazionali molto frequentate. Tra queste, la Narnia International Opera Academy ha registrato una significativa presenza di cantanti provenienti da Hong Kong. Novità di quest’anno sono stati l’inserimento del Dipartimento di musica barocca e del Dipartimento di canto pop, che arricchiscono ulteriormente l’offerta formativa.
Due anche le mostre d’arte visiva, allestite durante il festival: la collettiva “Armonie”, curata da Maria Cristina Angeli, e la personale di Rubinia, dal titolo “La musica dipinta”, entrambe molto apprezzate dal pubblico.
Tutti gli eventi, i concerti e gli spettacoli proposti dal Narnia Festival sono stati a ingresso gratuito, favorendo un’ampia partecipazione popolare e contribuendo in modo significativo alla diffusione della cultura e della conoscenza artistica.
Cristiana Pegoraro, soddisfatta dell’esito di questa edizione, ha sottolineato come il festival sia stato percepito come ricco, dinamico, profondo e mai banale, riuscendo a costruire un ponte tra popoli e generazioni attraverso l’arte.

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