Paola De Micheli troppo sexy, arriva da Terni insulto sessista

 
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Paola De Micheli troppo sexy, arriva da Terni insulto sessista

Paola De Micheli troppo sexy, arriva da Terni insulto sessista

Gli hater – odiatori – sono, in vero, la categoria più odiosa della rete, ma quando le loro invettive vengono scagliate contro una donna, le loro azioni diventano ancora più esecrabili. Questa volta a finire nel mirino, ignobile di un militante di un movimento politico nazionale presente anche a Terni, Paola De Micheli, neo ministro del governo Conte2.

Lui è un tal Andrea Cpi (che potrebbe stare certo per CasaPound Italia ndr), lei, appunto, la responsabile del dicastero delle infrastrutture del governo giallo-rosso, Paola De Micheli.

Qual è la “colla” dell’esponente Pd? Secondo l’hater (odiatore ndr) è quella di aver indossato abiti che mettevano troppo in luce la sua bellezza fisica e le sue forme.

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti… appena staccato dal turno sulla Salaria”, ha scritto Andrea Cpi su Facebook postando una fotografia in cui l’esponente dem è ritratta alla Camera con un vestito leggermente scollato. Elena Bonetti: “La volgarità e l’ignoranza degli attacchi non scalfiranno il suo e nostro lavoro”. Fiano: “La voglia gli passerà in tribunale” /IlFattoQuotidiano

Chi condivide scemenze in rete, dovrebbe sapere che internet in generale e Facebook in particolare, non sono esattamente il “pianerottolo di casa”. In un attimo il post è diventato virale e Andrea Cpi, a sua volta, fatto bersaglio di commenti al vetriolo.

Il tempo di capire che l’aveva fatta fuori da vaso e il post è sparito, ma era troppo tardi: gli screenshot fioccavano già

Nel commento alla foto dove De Micheli c’è scritto: «È appena rientrata dal turno sulla Salaria». La Salaria, strada consolare romana, conosciuta per la presenza di giovani e avventi donne che si prostituiscono.

Emanuele De Angelis da Commento Facebook da Umbriajournal – Alla Carfagna, alla Bergonzoni, alla Raggi e alla Boschi è stato detto di tutto. È un problema culturale del Paese e nessuno si senta escluso. Non ci sono santi. Peraltro le donne sono più discrete ma quello che dicono degli uomini a volte mi lascia incredulo. La barbarie è collettiva. Ogni figlio maschio ha una madre femmina. Ogni figlia femmina ha un padre maschio. Sarebbe ora di trovare il verso di cambiare culturalmente e non di strumentalizzare a fini politici ogni cosa, quando fa comodo. Un po’ come Giachetti con Grillo, per cui prima era un omicida evasore ed oggi non si deve strumentalizzare la storia del figlio. Delle due l’una. Cari politici finitela di insultare e parlate coi fatti. Tanto senza i fatti non andate mai lontano.

«Sogno un’Italia – aveva detto Salvini da San Gemini, alla presentazione di Donatella Tesei – dove le donne possano vestirsi come vogliono, uscire di casa a tutte le ore…». Certo l’ex ministro invocava libertà e sicurezza per le strade, ma sarebbe il caso di aggiungere che la sicurezza deve passare prima di tutto per una buona educazione e se questa non c’è va impartita.

Siamo andati a cercare Andrea Cpi, ma il suo profilo – non essendo “amici” per fortuna – ci appare vuoto (sempre che quello che abbiamo trovato sia il suo ndr).

Ricordiamo ancora quando si prese a male parole Giorgia Meloni per via del fatto che aveva preso peso durante la gravidanza, uno degli eventi più importanti della vita, veniva svilito. Apre idiozie anche sulla minigonna (e se lo può decisamente permettere) della sindaca di Roma, Virginia Raggi.

“Fascista grassa”, era stato detto anche da una popolare (mica tanto ndr) attrice italiana. 

Critiche social e non solo anche a Teresa Bellanova, neo ministro all’agricoltura ed ex sindacalista, anche lì di tutto di più per via del suo vestito celeste elettrico.

Vola da Terni l’insulto sessista al ministro Paola De Micheli, l’autore un attivista di Casapound/Umbria24

Queste “perle” di schifezza della rete si trovano sempre tra Instagram e Facebook. Tutti e due social della stessa proprietà, no?

E siccome Facebook e i suoi algoritmi decerebrati non sono un grado di distinguere tra “La toelette” (Femme s’essuyant), di Boldrini e una scena di youporn, non sono neanche in grado di prendere a calci in culo – via pixel badate bene – coloro che si rendono protagonisti di simili nefandezze.

Continuino il ministro Paola De Micheli, o Bellanova o l’unica segretaria di partito in italia, Meloni, a vestire come ritengono più adeguato alla loro figura.

Nella speranza che, prima o poi, i calci nel di dietro a simili persone 🤢🤢 li si possa dare fisicamente.


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