I Voltagabbana a #famosedurisate, la vignetta quasi come fosse un défilé
Abbiamo, in questi giorni di crisi governativa, sentito gli aggettivi e i sostantivi più improbabili per definire coloro che, senza preoccuparsi dei cittadini e della brutta figura che stanno facendo, si sono “attaccati “col bostik alla poltrona parlamentare,
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La vignetta è stata inviata da ©Emidio Sulpizi
Tanto il presidente Mattarella aveva già deciso, non si sciolgono le camere e allora largo al cosiddetto “mercato delle vacche” con il procenio occupato da coloro che – per definizione – vengono appellati qulai “voltagabbana”.
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Cosa dice il web su questa espressione?
L’espressione “voltagabbana” deriva dal nome con cui era chiamato il soprabito largo e lungo, senza cintura, spesso con cappuccio e a volte foderato di pelliccia, che in passato era indossato principalmente dai militari, ma anche per lavoro da operai e contadini: la gabbana appunto, derivazione di gabbano.
Utilizzato anche nel Medioevo per proteggersi dal freddo e dalla pioggia, la gabbana poteva essere rivoltata ed indossata anche al rovescio, motivo per cui i militari che disertavano l’esercito, utilizzavano questo stratagemma per non essere riconosciuti durante la fuga e per essere scambiati per cittadini comuni.
Voltagabbana si dice quindi per indicare, con una connotazione negativa, qualcuno che cambia spesso e con leggerezza opinione o atteggiamento, per ottenere vantaggi personali.
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Voltagabbana in inglese
Il termine esiste anche nella lingua inglese: turncoat.
Il significato è il medesimo: indica una persona che sposta la sua fedeltà da una lealtà o da un ideale a un’altra. Di fatto tradisce o abbandona una causa passando dalla parte opposta, in campo politico anche avversaria.
Il termine inglese si compone delle parole turn e coat che rispettivamente significano voltare (o girare) e cappotto.

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