Pettirossi critica Universo Assisi, Eugenio Guarducci lo appoggia

Pettirossi critica Universo Assisi, Eugenio Guarducci lo appoggia
Pettirossi critica Universo Assisi, Eugenio Guarducci lo appoggia

Pettirossi critica Universo Assisi, Eugenio Guarducci lo appoggia

«Il rapporto tra costi (circa 400 mila euro, di cui 300 mila a carico del Comune di Assisi) e benefici (pubblico pagante, aumento di presenze turistiche o di semplici visitatori) appare squilibrato». E’ una vera e propria mannaiata quella che arriva dal rappresentate, in Giunta ad Assisi, del Partito democratico, Simone Pettirossi. L’assessore ha deciso di “picconare”? Beh diciamo che il suo comunicato è di “fuoco”. «Manca ancora un’identità chiara, facilmente riconoscibile e comunicabile del festival – scrive Pettirossi -, dovuta a un’eccessiva frammentarietà dell’offerta artistica e culturale».

Non fa sconti il “Simone furioso”: «Sul versante della programmazione, della promozione e della comunicazione, ci sono stati ritardi eccessivi da parte della direzione e della governance del festival».

Nel mirino dell’assessore, il direttore artistico, quindi, ma secondo noi spara anche sugli scranni della Ammirazione di cui fa parte e lo si evince dalle sue critiche scritte nella nota.

Ma tornando all’analisi di Pettirossi, l’assessore dice che le criticità devono far riflettere sul futuro della creatura di Eugenio Guarducci.

E il fondatore di Universo Assisi, già assessore alla cultura del Comune Serafico,Eugenio Guarducci – da noi interpellato – scrive: «È giusto e doveroso che un membro di Giunta rifletta criticamente e costruttivamente su quello che è il percorso intrapreso dall’Amministrazione Comunale di Assisi sul complesso progetto Universo Assisi. Sarebbe auspicabile – annota Guarducci  – che la riflessione avvenisse in una prima fase nell’ambito circoscritto della Giunta stessa e subito dopo tra coloro che ne hanno gestito gli aspetti artistici ed organizzativi del progetto. Da quando ho lasciato l’incarico di Assessore non sono mai più intervenuto pubblicamente sulle vicende assisane e su Universo Assisi mi sono semplicemente limitato a fare amichevoli e riservate osservazioni/considerazioni con lo spirito di incoraggiare il buon lavoro del Sindaco Proietti e di Joseph Grima. Naturalmente – aggiunge in chiusura della sua nota arrivata via WhatsApp – come tutti i grandi progetti, a distanza di tre anni, sono necessari i cosiddetti “tagliandi di controllo” ma il mantenimento e crescita di Universo Assisi non dovrebbero essere messi in discussione.

Tornando alla mannaiata di Pettirossi, l’assessore scrive che: «Non effettuare una riflessione – aggiunge – e non farla presto e in modo puntuale sarebbe un atto di incoscienza politico-amministrativa, che nessuno si può permettere, tanto meno il sottoscritto, che ha contribuito in modo essenziale al percorso politico che ha portato alla vittoria del centrosinistra ad Assisi, dopo venti anni di opposizione.. Non si deve tornare indietro sulla giusta decisione di investire risorse importanti su azioni culturali e turistiche, ma è necessario interrogarsi, invece, molto serenamente, sull’efficacia o meno di quanto è stato fatto sino ad ora».

La scelta, infatti, non è tra Universo Assisi e il nulla, ma tra l’attuale format e un “nuovo” universo di eventi, di spettacoli, di mostre, di performance, capaci di produrre effetti concreti e percepibili nel breve, medio e lungo periodo.

«Il Festival, che è arrivato già al terzo anno di vita – afferma -, a mio avviso, nonostante gli sforzi profusi da parte del Comune che ha stanziato ben 300 mila euro, non è ancora decollato e non è riuscito a diventare un attrattore turistico importante per la città. Si può decidere legittimamente di spendere risorse sia per attrarre i turisti che per intrattenere i visitatori (che non pernottano) e i cittadini, ma si tratta di due scelte differenti, che vanno esplicitate, che richiedono una progettazione, un’organizzazione e un’attuazione differente, con budget proporzionali agli obiettivi da raggiungere».

L’analisi procede spiegando che: “Visto che Universo, finanziato in gran parte con soldi pubblici provenienti dall’imposta di soggiorno, aveva come obiettivo quello di aumentare i visitatori e i turisti (incidendo sulla permanenza media, sul tasso di occupazione delle strutture, sulle presenze nelle strutture ricettive), il fatto che in questi tre anni non sia riuscito a raggiungerlo non può essere considerato un dato secondario nel fare una valutazione della manifestazione”.

Il morto è nella bara, quindi, visto che secondo gli appunti di Pettirossi “Universo Assisi, dopo la terza edizione non è più possibile aspettare per ottenere dei frutti. Il Festival va messo profondamente in discussione, con un deciso cambio di rotta, modificandone il “format”, la direzione e la governante”.

La mannaia si abbatte con forza perché secondo l’assessore è meglio, altrimenti, “archiviare questa esperienza e utilizzare le risorse recuperate per realizzare iniziative culturali e turistiche differenti, che abbiano una mission, degli obiettivi e dei target di pubblico ben definiti”.

«Con i 300 mila euro investiti dall’Amministrazione comunale – scrive – e con una nuova “governance” più efficace, in grado ad esempio di ottenere maggiori sponsorizzazioni private e più consistenti finanziamenti da parte di altre istituzioni pubbliche (regionali, nazionali, europee), si porterebbero realizzare numerose azioni turistiche e culturali rivolte sia ad attrarre turisti (nazionali e internazionali), sia ad intrattenere i visitatori e i cittadini. Per fare solo alcuni esempi: una mostra (o performance artistica) di grande richiamo nazionale e internazionale, che duri molti mesi (qualche cosa lo fece già Claudio Ricci o no? Ndr) e che sia frutto di una progettazione di altissimo livello, che preveda un’adeguata promozione e diffusione, che sia in grado di diventare il motivo per decidere di venire a visitare il nostro meraviglioso territorio; un cartellone estivo con eventi nel corso di un periodo lungo, da giugno a settembre, che offra un intrattenimento di qualità agli ospiti di Assisi e ai residenti che rimangono in città (per fare qualche esempio: una rassegna di musica antica, una stagione di teatro estivo, un ciclo di proiezioni cinematografiche all’aperto, una serie di concerti di cantanti e gruppi locali, regionali e nazionali, spettacoli di danza in luoghi inusuali, spettacoli di artisti di strada, ecc.); un singolo evento della durata di un giorno (concerto, spettacolo, evento, musical, teatro) di grandissimo richiamo nazionale e internazionale, capace di diventare un motivo per venire ad Assisi».

Pettirossi, infine, ritiene importante anche accennare ad un discorso più ampio sull’uso complessivo delle risorse derivanti dall’imposta di soggiorno.

«Per anni – scrive in apertura di nota -, dai banchi dell’opposizione ho chiesto l’introduzione dell’imposta di soggiorno e il fatto che l’attuale Amministrazione comunale l’abbia finalmente introdotta, consentendo al Comune di disporre di risorse molto significative(circa un milione di euro all’anno), impone a tutti noi un supplemento di responsabilità e concretezza nel valutare le azioni intraprese».

Secondo lui, si potrebbero, ad esempio, implementare o migliorare:

lo smart tourism attraverso la costruzione di un contesto urbano in cui spazio fisico e digitale si intreccino e si potenzino per mezzo della fibra ottica, dei sensori, della connettività wi fi, dei sistemi di realtà aumentata, di “virtual tours”, di software e di app per il “gaming” culturale, artistico e naturalistico, di totem interattivi diffusi; la smart mobility, attraverso l’installazione di stalli per biciclette, servizi di “bike sharing”, “hub” intermodali di collegamento (con la città, con la stazione, con l’aeroporto, con le frazioni, con le altre città limitrofe), navette elettriche tradizionali o a guida autonoma, incentivi alla mobilità “green”; i servizi di accoglienza turistica di base, attraverso materiali informativi innovativi (tradizionali e digitali) in almeno 5 lingue, bagni pubblici più accoglienti e moderni, segnaletica turistica innovativa, aree attrezzate e sentieri naturalistici urbani e montani ben curati e mantenuti nel tempo.

«Queste sono solo alcune riflessioni, volte ad aprire un confronto ampio e a 360°, che è necessario e ormai improrogabile, per il bene della nostra città e del nostro territorio».

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