Cotarella: Unesco consacra cucina italiana con il vino

Cotarella: Unesco consacra cucina italiana con il vino

Il riconoscimento premia identità, salute e tradizioni territoriali

Perugia, 10 dicembre 2025 – Il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale dell’umanità Unesco viene salutato da Riccardo Cotarella, presidente nazionale di Assoenologi, come un passaggio decisivo per il Paese, come riporta il comunicato di Ansa. Per il noto enologo, il traguardo non riguarda soltanto i piatti, ma abbraccia l’intero sistema alimentare e culturale italiano, nel quale il vino occupa un ruolo centrale e insostituibile.

Cotarella evidenzia come il vino, se consumato con equilibrio e responsabilità, sia parte integrante della nostra storia e della nostra identità. Non un semplice accompagnamento, ma un alimento riconosciuto dalla scienza e dalla medicina per i suoi effetti positivi all’interno di stili di vita corretti. “Il vino completa il cibo, ne amplifica il significato e racconta le comunità che lo producono”, sottolinea.

Il presidente di Assoenologi richiama anche il lavoro istituzionale svolto negli ultimi anni, definendolo serio e lungimirante. In particolare, riconosce il ruolo del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, capace di valorizzare in sede internazionale il significato profondo della cucina italiana come patrimonio culturale, agricolo e sociale.

Secondo Cotarella, la cucina italiana non è un insieme di ricette celebri, ma un sistema che unisce agricoltura, territori, tradizioni e saperi. In questo mosaico, il vino diventa elemento narrativo e culturale: accompagna i pasti, scandisce le stagioni, celebra le feste e custodisce la memoria delle comunità. È parte di un modello alimentare fondato sulla qualità, sull’equilibrio e sul rispetto delle materie prime.

Il riconoscimento Unesco, dunque, non premia soltanto la capacità di cucinare, ma un intero ecosistema che intreccia convivialità, salute e cultura. Per Cotarella, si tratta di un risultato che responsabilizza l’Italia: “Il mondo ci guarda e ci chiede di difendere questa eredità. La cucina italiana è eccellenza, ma anche agricoltura, paesaggio e identità. Il vino, vissuto con consapevolezza, entra pienamente in questo patrimonio”.

La cucina italiana è un patrimonio vivo, che si fonda sulla relazione tra uomo e natura. Ogni piatto racconta un territorio, ogni bicchiere di vino custodisce una storia. È un modello che rifiuta la standardizzazione e che riafferma il valore della diversità culturale. Il riconoscimento Unesco diventa così un invito a proteggere e valorizzare questa ricchezza. In un’epoca segnata dalla globalizzazione, la cucina italiana riafferma l’importanza della stagionalità, della sostenibilità e della convivialità. Il vino, parte integrante di questo sistema, non è solo prodotto agricolo, ma simbolo di comunità e di cultura.

Cotarella conclude con un richiamo alla responsabilità collettiva: “Difendere la cucina italiana significa difendere la nostra identità. Il vino è parte di questa identità, e il mondo oggi lo riconosce come patrimonio universale”.

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