In biblioteca a San Gemini un incontro celebra tradizioni locali
La biblioteca comunale di San Gemini ha ospitato un incontro dedicato alla riscoperta delle maschere umbre della commedia dell’arte, un patrimonio culturale spesso trascurato ma profondamente radicato nel territorio. L’appuntamento, organizzato in collaborazione con l’Associazione Il Laboratorio del Paesaggio di Avigliano Umbro, ha offerto un percorso tra storia, memoria e identità, riportando alla luce figure popolari che per secoli hanno animato feste, piazze e tradizioni locali.
Le radici ritrovate di Nasotorto
Durante l’incontro è emerso un elemento particolarmente significativo: la maschera di Nasotorto, riportata simbolicamente “a casa” grazie alle ricerche di Paola Falchi e al supporto di Giovanni Natalini. L’indagine storica ha infatti confermato che i nonni materni del personaggio provenivano da Collepizzuto, una frazione legata a doppio filo alla comunità sangeminese. Un dettaglio che ha restituito al territorio un frammento della propria identità culturale, rafforzando il legame tra tradizione orale e memoria collettiva.
Accanto a Nasotorto, l’incontro ha approfondito altre figure tipiche dell’Umbria meridionale: Chicchirichella, Nasoacciaccato, Rosalinda e il Bartoccio, maschere che hanno attraversato secoli di rappresentazioni popolari e che ancora oggi raccontano caratteri, vizi e virtù delle comunità rurali.
Il ruolo delle associazioni culturali
All’appuntamento hanno partecipato Paola Venturi, presidente del Laboratorio del Paesaggio, e Paola Contili, costumista, pittrice e attuale direttore artistico del gruppo fondato da Oliviero Piacenti. Il loro contributo ha permesso di ricostruire non solo la storia delle maschere, ma anche il percorso che nel 2018 ha portato al riconoscimento ufficiale presso il Castello di Bardi, in provincia di Parma. In quell’occasione, le figure umbre sono state inserite nel Museo Nazionale delle Maschere Italiane, diventando rappresentanti ufficiali della Regione Umbria.
Un traguardo che ha consolidato il valore culturale di queste identità sceniche, trasformandole in un patrimonio condiviso e riconosciuto a livello nazionale.
La festa in piazza tra musica e tradizione
L’iniziativa si è poi spostata in piazza San Francesco, dove la festa di Carnevale organizzata dal Comune di San Gemini e dall’assessore alla cultura e turismo Micol Burrai ha animato il pomeriggio con musica, mascotte, animazione e zucchero filato per i più piccoli. Un momento di comunità che ha unito divulgazione culturale e partecipazione popolare, restituendo alle maschere il loro ruolo originario: essere parte viva della festa, della socialità e dell’immaginario collettivo.
L’evento ha confermato quanto la valorizzazione delle tradizioni locali possa diventare un motore di identità e coesione, riportando al centro figure che, pur nate secoli fa, continuano a parlare al presente con sorprendente attualità.

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