Umbria zona gialla, una boccata di ossigeno per l’economia dell’ Umbria

 
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Umbria zona gialla, una boccata di ossigeno per l'economia dell' Umbria

Umbria zona gialla, una boccata di ossigeno per l’economia dell’ Umbria

Da lunedì 11 gennaio l’Umbria tornerà finalmente in ‘zona gialla’ e quest’ultima novità rappresenta un’autentica boccata di ossigeno per l’economia della nostra regione, soprattutto in vista dei saldi invernali”, lo afferma, in una nota, il presidente dell’Assemblea legislativa Marco Squarta (FdI). “Grazie all’impegno di tutte le persone che hanno rispettato le regole e anche grazie alle misure adottate dalla Regione – osserva Squarta – i parametri Covid sono tornati a un livello accettabile e abbiamo scongiurato il pericolo della zona arancione che avrebbe comportato il divieto di spostamento da un comune all’altro e un ulteriore calo di fatturato per i commercianti che avrebbero potuto ospitare nei loro esercizi soltanto clienti strettamente del posto”.

IN SINTESI
Regione: Assemblea legislativa convocata martedì 21 in strreamingIl presidente dell’Assemblea legislativa, Marco Squarta (FdI) definisce “una buona notizia per l’economia” la collocazione dell’Umbria in ‘zona gialla’, soprattutto per il commercio ed in vista dei saldi invernali. “I parametri tornano accettabili – osserva il Presidente - anche grazie alle misure della Regione. Continuiamo comunque a rispettare le regole per tutelare la nostra salute”.[/su_spoiler]
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“Affrontare il periodo dei saldi con limitazioni meno stringenti sugli spostamenti – spiega - è molto importante per l’economia in questa delicatissima fase. Purtroppo molti commercianti devono ancora ricevere i ristori che gli erano dovuti per i mesi passati, contributi determinanti, considerando che durante il lungo periodo arancione hanno dovuto sbarcare il lunario con un numero ristrettissimo di clienti fronteggiando allo stesso tempo spese fisse e costi di gestione.

Nelle pagine di cronaca dei giornali - prosegue il Presidente dell’Assemblea legislativa - si leggono sempre più spesso storie di ipoteche bancarie e di vendite al banco dei pegni di oggetti personali per racimolare qualche euro e tentare scongiurare la chiusura della saracinesca”. “Il ritorno alla zona arancione – rimarca Squarta - sarebbe stato dunque disastroso per la nostra economia regionale; nell’immediato è un pericolo che ci siamo messi alle spalle. Utilizziamo questi giorni in zona gialla – conclude - rispettando ancora le regole e non dimentichiamoci mai dell’importanza della salute delle persone”.

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