Unipg, Oliviero: “Siamo bravi a formare i nostri giovani, ma non a trattenerli”

Unipg, Oliviero: "Siamo bravi a formare i nostri giovani, ma non a trattenerli"

Unipg, Oliviero: “Siamo bravi a formare i nostri giovani, ma non a trattenerli”

“Il nostro Ateneo per la prima volta nella nostra storia è classificato tra le sei università italiane più importanti al Mondo, è una grande soddisfazione, ma i meriti non sono soltanto di un Rettore, sono di una comunità intera a partire dai nostri studenti”. Lo ha detto Maurizio Oliviero, il Rettore dell’Università degli Studi di Perugia a margine dell’evento organizzato da Cgil, Università, Provincia e Confindustria dal titolo “Prepararsi al dopo Covid“, che si è svolto all’interno della Sala del Consiglio provinciale di Perugia.

  • Ha proposto un paradosso ponendosi una domanda

Il Rettore durante il suo intervento ha proposto un paradosso ponendosi una domanda: “Quanti di questi giovani rimangono sul nostro territorio, pochissimi – dice Oliviero – e da un punto di vista locale questo ci dà già un primo allarme. La vera povertà di un Paese non è la difficoltà ad avere l’ultimo modello di iPhone, la vera povertà di un Paese è quando si perdono le competenze, i pensieri, le idee, la cultura. Noi viviamo in quella condizione di aree interne che oggi soffrono di uno spopolamento delle persone, della cultura. Se siamo così bravi ad essere primi in Italia, tra le sei migliori del Mondo, mi chiedo perché non li tratteniamo su questo territorio”.

  • Penultima realtà statale d’Europa per numero di laureati

Parlando della condizione occupazionale dei giovani, Oliviero dice: “Per me è un tema fondamentale. Siamo la penultima realtà statale d’Europa per numero di laureati, siamo la terz’ultima d’Europa come numero degli immatricolati, sono dati che indicano la ricchezza o la povertà di un Paese, sono numeri che ci danno una visione di prospettiva”. 

  • Borse di studio e delle difficoltà delle famiglie

Nel suo discorso ha parlato anche del diritto allo studio, delle borse di studio e delle difficoltà delle famiglie. “La vera difficoltà delle famiglie si misurerà da quest’anno e probabilmente nei prossimi anni”. Il tema del diritto allo studio è un tema centrale. Un paese è povero quando non ha i suoi figli in grado di essere parte della costruzione del pensiero”.

Oliviero guarda ai giovani laureati e alla loro occupazione lavorativa: “Dobbiamo essere onesti – dice -, io vorrei porre un quesito come Università ed è quello di trattenere i giovani che ho oggi. Per trattenerli – sottolinea – una riflessione sulla loro condizione occupazionale devo farla. Se è vero che il sistema universitario italiano oggi ha delle capacità di formazione, di competenze riconosciute a livello internazionale. Se siamo bravi a formare i nostri giovani, perché non siamo bravi a trattenerli? Questi giovani poi sono quelli che vanno soli e determinano la ricchezza del futuro del nostro Paese. Io sono felicissimo che il nostro Ateneo si sta riposizionando dove merita di stare. Però quando tu sei una piccola oasi in un contesto nazionale, questo non aiuta. A me farebbe piacere dire stiamo lavorando per il diritto allo studio, per i nostri giovani e guardiamo ai nostri giovani come il presente, no come il futuro”.

 
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