Lettera di protesta dei genitori contro la chiusura delle scuole

 
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Lettera di protesta dei genitori contro la chiusura delle scuole

Lettera di protesta dei genitori contro la chiusura delle scuole

da Andrea Rellini (in rappresentanza di alcuni genitori)
Le ordinanze comunali del 1/02/2021 atte ad imporre misure ulteriormente restrittive, oltre quelle già vigenti, per il contenimento della diffusione del Covid-19 si sono abbattute in modo trasversale, e a nostro parere iniquo, su tutta la comunità scolastica.

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Le chiusure della scuole  primarie e secondarie di I e II grado hanno colpito in primis gli studenti più piccoli, nonostante il loro comportamento a dir poco esemplare nel rispettare per mesi le norme anti Covid, anche quando alcune di esse risultavano difficili da adottare come l’obbligo di mascherina, il distanziamento e la forte limitazione di ogni naturale slancio verso i propri compagni.

Inoltre hanno stravolto il lavoro dei docenti, anch’esso messo a dura prova da una didattica rivoluzionata nei tempi e nei modi dal rispetto delle nuove norme, dalle numerose pause imposte per motivi sanitari ad ogni sospetto di caso Covid fra docenti o discenti, dall’impossibilità di utilizzare risorse tecniche e didattiche normalmente al centro della vita scolastica.

Esse hanno anche sfiduciato i dirigenti e tutto il personale scolastico che si era prodigato oltre le forze per garantire il diritto allo studio, attuando sin dall’estate tutte le misure necessarie per una ripresa delle attività scolastiche in piena sicurezza.

Questo è avvenuto ad una sola settimana dalla riapertura delle scuole superiori quando con un improvviso dietrofront, se ne è disposta l’immediata chiusura; aggiungendo, inoltre, quella della scuola primaria e secondaria di primo grado.

Inoltre con i provvedimenti odierni si va a colpire in modo definitivo uno dei tasselli più importanti fra quelli che compongono la comunità scolastica: la famiglia.
Obbligare a casa bambine e bambini non autonomi – per non parlare dei disabili a cui mal si addice la DAD, anche quando è svolta in aula, poiché manca loro la relazione con il resto della classe-  significa innanzitutto stravolgere la vita di intere famiglie che, nel migliore dei casi, laddove i genitori non siano costretti a lasciare il lavoro, si trovano costretti ad affidare i propri figli ai nonni, cioè ai soggetti più a rischio Covid.

Inutile aggiungere che ciò ha pesanti ricadute sulla vita lavorativa dei cittadini con figli in età scolare. Il presente provvedimento contraddice nella sostanza anche il Decreto-legge del 14/01/2021, n°2 che non prevedeva la chiusura delle scuole primarie e secondarie di primo grado.

Per quanto riguarda poi la responsabilità della scuola nella diffusione del virus, sarà sufficiente ricordare che, tranne pochissime eccezioni, nella maggioranza dei casi la causa delle infezioni è stata di natura extra-scolastica, basti pensare che la seconda ondata si è avuta subito dopo le vacanze estive, a scuole chiuse e l’attuale recrudescenza del virus è avvenuta durante la pausa natalizia, di nuovo fuori dai banchi di scuola.

Alla luce di ciò, pur di fronte ad un problema che non neghiamo ma che  sappiamo essere nato al di fuori della scuola, riteniamo l’inibizione della didattica in presenza una soluzione inaccettabile per le famiglie ed in definitiva per tutta la comunità scolastica, tanto da lasciar intravedere ben pochi benefici oltre l’immediato disagio.
Si chiede perciò l’immediata revoca delle limitazioni e la ripresa delle lezioni in presenza.

Genitori della 1A Primaria  di Magione
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Genitori della 2B Primaria  di Magione
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