Export umbro su quello nazionale fermo allo 0,9% e verso Cina solo 2,8%

mentre il saldo attivo regionale, in conseguenza del peggioramento del dato Italia, si impenna fino a raggiungere il 3,7%

Export umbro su quello nazionale fermo allo 0,9% e verso cina solo 2,8%
Foto di tookapic da Pixabay

Export umbro su quello nazionale fermo allo 0,9% e verso Cina solo 2,8%

da Alberto Mossone   
AM&C Marketing
L’Istat  ha da poco reso noti i dati dell’interscambio commerciale dell’anno 1918, che registra a livello Italia un export di 462,9 miliardi di €., con un aumento  del 3,1% sul 2017, ma a causa dell’aumento dell’import del 5,6% il, saldo attivo della bilancia commerciale è sceso del 18,3%, passando da 47, 6 a 32,9 miliardi di €..

Nello stesso periodo la nostra regione ha avuto una performance nettamente migliore, con l’export salito a 4,2 miliardi di €., con un incremento dell’8,7%, l’import  cresciuto del 5,9%, registrando un saldo attivo dell’interscambio regionale pari a 1,44 miliardi di €., con un aumento del 14,6%.

Il peso dell’export umbro su quello nazionale, tuttavia, rimane fermo allo 0,9%, mentre il saldo attivo regionale, in conseguenza del peggioramento del dato Italia, si impenna fino a raggiungere il 3,7% del surplus nazionale, ottimo risultato anche se rapportato al peso del Pil umbri che oscilla intorno all’1,4%.

La provincia di Terni  (leggi prevalentemente  comparto dell’Acciaio) ha registrato il risultato più brillante, con un + 10,9% di export ed un aumento del surplus del 17,4%, mentre gli incrementi della provincia di Perugia sono stati rispettivamente del 7,7% e del  14,1%, comunque nettamente superiori a quelli registrati a livello nazionale e a livello Italia centrale.

Ovviamente l’analisi va approfondita a livello delle categorie merceologiche e dei mercati di destinazione, ma questi dati costituiscono finalmente una buona notizia per l’economia regionale, che deve stimolare gli  imprenditori e loro associazioni, i policy maker e le altre istituzioni preposte alla promozione del made in Umbria ad aumentare i loro sforzi ed i loro investimenti nei mercati tradizionali e nei nuovi mercati.

la sola Cina, mercato di estremo interesse per il Made in Italy e per il Made in  Umbria, soprattutto dopo la firma dei recenti accordi tra i governi dei due Paesi.

L’export italiano verso la Cina 2018 rappresenta ancora solo il 2,8% del totale, mentre l’import vale il 7,3%. Ne consegue un deficit dell’interscambio pari a ben 17,6 miliardi di €., che speriamo la “via della Seta” riesca a contribuire a ridurre!

Per l’Umbria l’interscambio con la Cina è ancora più marginale: abbiamo esportato in Cina solamente lo 0,02%  (73,9 milioni di €.) e importato lo 0,4% (155,5 milioni di €.)del totale paesi, registrando un deficit di 81,5 milioni di €.

Una buona opportunità di migliorare le performances regionali può essere colta anche dalla presenza di una  vecchia conoscenza dell’Umbria alla direzione dell’Ufficio ICE di Shangai, il Dr. Massimiliano Tremiterra, già direttore dell’Ufficio ICE di Perugia fino alla sua soppressione e di UTA, Umbria Trade Agency (presieduto da Gianluigi Angelantoni, molto attivo con le sue aziende anche sul mercato cinese), anche in questo caso sino alla sua chiusura.

Il Dr. Tremiterra ha tra l’altro tenuto un incontro molto partecipato  alla Sala Rossa della CCIAA di Perugia lo scorso Dicembre, incontrando lke Associazioni di categoria e diversi operatori della nostra regione.

Augurandomi che da queste informazioni possiate trarre spunti  per un’analisi più approfondita a livello settori merceologici, contribuendo così allo sviluppo delle relazioni commerciali su questo importante mercato, vi invio cordiali saluti.


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