Crisi economia Terni, la Cgil sollecita interventi immediati

Crisi economia Terni, la Cgil sollecita interventi immediati

La politica nazionale chiamata a sostenere il territorio umbro in difficoltà

La crisi economica che attraversa il territorio ternano è stata posta al centro del confronto promosso dalla Cgil con i parlamentari eletti in Umbria, riuniti nella sede della Camera del lavoro per analizzare una situazione definita ormai strutturale e non più circoscrivibile a singole vertenze. L’incontro, tenuto il 23 gennaio a Terni, ha visto la partecipazione del senatore Walter Verini, delle deputate Elisabetta Piccolotti ed Emma Pavanelli e, in collegamento, della deputata Anna Ascani. A rappresentare il sindacato, la segretaria confederale dell’Umbria Maria Rita Paggio, il segretario generale di Terni Claudio Cipolla e i componenti delle categorie territoriali.

Una crisi che affonda le radici nel passato

Nel corso della discussione, Cipolla ha delineato un quadro complesso, segnato da un lento ma costante arretramento del tessuto produttivo. Ha ricordato come la recessione non sia un fenomeno recente, ma il risultato di anni di indebolimento industriale, aggravato dall’assenza di politiche capaci di sostenere la trasformazione economica. Il segretario ha parlato di una “vertenza territoriale” che coinvolge l’intero sistema locale, evidenziando la necessità di una risposta collettiva per evitare che la crisi diventi irreversibile.

Secondo Cipolla, la fragilità del mercato del lavoro, le difficoltà delle fasce più deboli e l’emigrazione dei giovani rappresentano segnali di un territorio che rischia di perdere la propria identità produttiva. Per questo ha chiesto un impegno politico concreto, capace di restituire a Terni la sua storica vocazione industriale e sociale.

Il sindacato denuncia l’arretramento del sistema produttivo

Paggio ha ribadito la preoccupazione della Cgil per il declino del comparto industriale umbro, sottolineando come la mancanza di una strategia nazionale abbia lasciato il territorio esposto agli effetti della crisi internazionale. Ha ricordato che il sindacato ha più volte sollecitato la Regione Umbria a un confronto strutturato, proponendo un percorso che vada oltre la gestione delle singole emergenze e che punti a un modello di sviluppo capace di generare lavoro stabile, salari adeguati e valorizzazione del capitale umano.

Le richieste dei parlamentari: rilanciare industria e imprese

Verini ha evidenziato la necessità di una politica industriale che sostenga non solo la siderurgia e il piano delle Acciaierie di Terni, ma anche il rilancio del Polo chimico e delle piccole e medie imprese, spesso incapaci di competere per mancanza di innovazione e risorse. Ha richiamato il ruolo dell’Europa in un contesto segnato da tensioni internazionali e dazi, ricordando che il futuro economico dell’Umbria dipende anche dalle scelte comunitarie.

Pavanelli ha richiamato l’attenzione sui dati nazionali dell’industria, definiti “drammatici”, con un calo registrato in 34 degli ultimi 39 mesi. Un trend che, inevitabilmente, si riflette sul tessuto produttivo regionale, già provato da anni di difficoltà.

La necessità di una strategia per il futuro del territorio

Piccolotti ha insistito sull’urgenza di una strategia complessiva per la rinascita del Ternano e dell’Umbria, denunciando l’assenza di politiche di sviluppo negli ultimi anni. Ha sottolineato che, nonostante le risorse limitate della Regione, è indispensabile investire sulle nuove generazioni e favorire la nascita di nuove imprese, unico modo per invertire la rotta e restituire prospettive a un territorio che rischia di perdere competitività e popolazione attiva.

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