Cala export umbro, – 5,5, rispetto all’anno precedente, meglio che in Italia

n Umbria cresce solo l'olio, +4,1%, cala maglieria

 
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Calano esportazioni umbre, 5,5 per cento in meno rispetto all'anno precedente

Cala export umbro, – 5,5, rispetto all’anno precedente, meglio che in Italia

I distretti umbri hanno realizzato nel 2020 725 milioni di euro di esportazioni, con un calo rispetto all’anno precedente del -5,5%, meglio del dato medio italiano che è stato del -12,7%. In controtendenza il distretto dell’Olio umbro che ha mostrato una crescita nelle vendite sui mercati internazionali (+4,1%), ottenuta grazie al rimbalzo nel terzo trimestre (+1,6%) che è stato ulteriormente rafforzato negli ultimi mesi dell’anno (+14,4%).

Dopo il significativo rimbalzo mostrato nel terzo trimestre (+12,1%), il distretto della Maglieria e abbigliamento di Perugia segna nuovamente un calo nel quarto trimestre (-7,8%) e chiude l’anno con una contrazione del -7,9%, che lo distingue come una delle realtà più resilienti nei distretti italiani dei beni di consumo del Sistema moda (che hanno subito complessivamente un calo del -24,4%).

Tra i vari mercati di sbocco, si conferma trainante la Federazione Russa (+24,1%) che mostra un incremento tendenziale durante tutti i trimestri. Positive anche le esportazioni verso la Cina (+26,3%), sostenute in particolare dal distretto della Maglieria e abbigliamento di Perugia che, nel secondo semestre, ha mostrato tassi di crescita dell’export verso il paese asiatico superiori al 70%. Gli Stati Uniti sono il paese con la riduzione più marcata (-32 milioni di euro; -20,6%).

  • Le esportazioni distrettuali umbre hanno chiuso il 2020 con un calo del -5,5%, dato migliore della media italiana, che si è attestata al -12,7%.

Il distretto della Maglieria e abbigliamento di Perugia si conferma la specializzazione più rilevante tra i distretti umbri in termini di esportazioni: nel 2020 le esportazioni si sono ridotte di circa 40 milioni e hanno raggiunto un totale di 462 milioni di euro, con una componente preponderante della maglieria per 336 milioni di euro (-7,4%), pari al 73% delle esportazioni distrettuali. È interessante notare come, nonostante i forti cali subiti dalla filiera della moda, il distretto umbro abbia mostrato un andamento migliore rispetto ai distretti italiani a parità di specializzazione: la miglior tenuta si è realizzata in tutti i trimestri con un divario più marcato nei mesi estivi, durante i quali la Maglieria e abbigliamento di Perugia ha realizzato una crescita nelle vendite all’estero (+12%) a fronte della persistenza del calo per gli altri distretti (-11%) (Fig. 1). A sostenere il rimbalzo nel periodo luglio-settembre sono state le vendite verso la Federazione Russa e la Cina, che mostrano i tassi di crescita nell’anno più elevati e pari rispettivamente al 26% e al 38%; gli Stati Uniti si confermano, nonostante il calo del -14%, come primo mercato di riferimento con 97,5 milioni di euro (-15,6 milioni) (Fig. 2).

In crescita le esportazioni per il distretto dell’Olio umbro (+4,1%) che subisce un calo solo nel secondo trimestre (-3,6%) e supera i 195 milioni di euro con un incremento di 7,6 milioni rispetto al 2019. Importante il contributo delle vendite verso la Francia, che sono più che raddoppiate (+13 milioni di euro), e la crescita registrata in Spagna, dove le esportazioni sono passate da 1 milione nel 2019 a oltre 5 milioni di euro nel 2020. Questi risultati hanno permesso di contenere il calo subito nelle esportazioni verso gli Stati Uniti (-14,6 milioni di euro; -41%) che sono diventati il secondo mercato di riferimento alle spalle della Francia. Proprio in riferimento al mercato francese è opportuno notare come uno dei principali operatori del distretto sia entrato a far parte nel 2018 di un gruppo francese, che ha implementato la presenza nel mercato locale con importanti investimenti sia di comunicazione sia distributivi.

Il distretto del Mobile dell’Alta Valle del Tevere si attesta a 67 milioni di euro di esportazioni con un calo di 10,1 milioni di euro rispetto al 2019 (-13,1%): il distretto aveva mostrato una contrazione nel primo trimestre (-9,2%) che si era acuita nel periodo di aprile-giugno (-28,9%) per registrare un rimbalzo nel terzo trimestre (-2,1%) e chiudere l’anno con un calo del -8,5%. Il buon andamento delle vendite verso la Germania (+17%) non è stato sufficiente a colmare il ritardo registrato verso la Francia (-19%), il Regno Unito (-20%) e gli Stati Uniti (-24%) (Fig. 4).

Nonostante la persistenza di forti elementi di incertezza, con l’implementazione della campagna vaccinale è previsto un graduale ritorno alla normalità, con una ripresa più stabile a partire dal terzo trimestre; una spinta rilevante potrà arrivare proprio dai mercati internazionali e dalla capacità di cogliere il trend di ripresa che il commercio estero ha mostrato. I distretti umbri potranno svolgere un ruolo centrale per l’economia della regione, grazie all’elevata qualità dei prodotti e alla capacità di relazionarsi con i partner internazionali.

  • Appendice metodologica

Non è facile monitorare l’evoluzione congiunturale dei distretti industriali. Le uniche informazioni aggiornate disponibili, a livello territoriale (provinciale), riguardano le esportazioni espresse a prezzi correnti (dati trimestrali). Un incrocio province/settori per le esportazioni è disponibile, inoltre, per un numero relativamente limitato di settori. La congiuntura dei distretti può essere pertanto approssimata in un modo molto grezzo, con un maggiore grado di confidenza solo per i distretti fortemente export-oriented (non ci sono, infatti, dati sul mercato interno) e per quelli che producono beni non troppo specifici (non abbiamo statistiche su micro-settori ad esempio come “coltelli e forchette”).

  • I distretti analizzati costituiscono una sintesi di quelli individuati dalla Federazione dei distretti italiani, dall’Istat, dalla Fondazione Edison e dalle Leggi regionali che censiscono i distretti stessi.

Nel Monitor dei distretti sono analizzati, quasi 160 distretti tradizionali (principalmente specializzati nel sistema moda, nel sistema casa, nella meccanica e nell’agro-alimentare), 22 poli tecnologici, specializzati cioè in settori ad alta tecnologia (farmaceutica, ICT, aeronautica, biomedicale).

Poiché il presente lavoro ha finalità soprattutto quantitative a livello del sistema distretti nel suo complesso, ci si è concentrati solo sui distretti e poli tecnologici che potevano essere ben rappresentati dai dati Istat disponibili sul commercio estero a livello provinciale. Vale la pena precisare che i dati Istat provinciali si riferiscono alle esportazioni, espresse a prezzi correnti e, pertanto, non tengono conto dei fenomeni inflativi, ovvero delle variazioni di prezzo non dovute a miglioramenti qualitativi dei beni prodotti. Questi dati devono, quindi, essere valutati con cautela visto che l’evoluzione positiva (negativa) dell’export può nascondere aumenti (diminuzioni) di prezzo legati all’andamento delle quotazioni delle materie prime.

In questo numero del Monitor l’evoluzione delle esportazioni nel 2020 è calcolata confrontando i dati provvisori nel 2020 con i dati definitivi del 2019. Le variazioni calcolate per il 2019 sono ottenute dal confronto tra dati i definitivi del 2019 e i dati definitivi del 2018.

  • Importanti comunicazioni

Gli economisti che hanno redatto il presente documento dichiarano che le opinioni, previsioni o stime contenute nel documento stesso sono il risultato di un autonomo e soggettivo apprezzamento dei dati, degli elementi e delle informazioni acquisite e che nessuna parte del proprio compenso è stata, è o sarà, direttamente o indirettamente, collegata alle opinioni espresse.

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  • Comunicazione dei potenziali conflitti di interesse

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