5 gennaio: al via i saldi invernali, le indicazioni di Confcommercio per acquisti sicuri

Tante aspettative e tanto assortimento per le vendite di fine stagione, che in Umbria partono mercoledì prossimo per concludersi il 5 marzo

Oggi, 5 gennaio, partono in Umbria i saldi invernali, previsto un budget complessivo fino a 275 euro a famiglia
Oggi, 5 gennaio, partono in Umbria i saldi invernali, previsto un budget complessivo fino a 275 euro a famiglia

5 gennaio: al via i saldi invernali, le indicazioni di Confcommercio per acquisti sicuri

Tante aspettative e tanto assortimento per le vendite di fine stagione, che in Umbria partono mercoledì prossimo per concludersi il 5 marzo

Tutto pronto, anche in Umbria, per l’avvio dei saldi invernali, che partono mercoledì prossimo 5 gennaio per concludersi sabato 5 marzo.

Da Area Comunicazione & Eventi Confcommercio Umbria


“In un periodo di grande generale incertezza, quello con i saldi è un appuntamento che consente di respirare un po’ di normalità: per questo c’è molta attesa tra le famiglie e anche tra le imprese”, dice Carlo Petrini, presidente di Federmoda Umbria Confcommercio, che ricorda come quest’anno ci sia una notevole aspettativa riguardo a questo evento e un vasto assortimento a disposizione di chi vuole concedersi un regalo di moda per soddisfare un desiderio, dopo tante restrizioni.

“Noi imprenditori siamo pronti – aggiunge il presidente di Federmoda – e invitiamo i nostri clienti a scegliere lo shopping sotto casa nei negozi di prossimità, dove sono certi di trovare fiducia, relazione, servizio, prova e consegna istantanea unitamente al prezzo di saldo”.

Intanto l‘Ufficio studi di Confcommercio ha stimato che, in Italia, lo shopping dei saldi interesserà oltre 15 milioni di famiglie e ogni persona spenderà circa 119 euro, per un giro di affari complessivo di 4,2 miliardi di euro.

Saldi: un “decalogo” per l’acquisto sicuro 

  1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.
  2. Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.
  3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante e vanno favoriti i pagamenti cashless.
  4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.
  5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.
  6. Rispetto delle distanze: occorre mantenere la distanza di un metro tra i clienti in attesa di entrata e all’interno del negozio.
  7. Disinfezione delle mani: obbligo di igienizzazione delle mani con soluzioni alcoliche prima di toccare i prodotti.
  8. Mascherine: obbligo di indossare la mascherina fuori dal negozio, in store ed anche in camerino durante la prova dei capi.
  9. Modifiche e/o adattamenti sartoriali: sono a carico del cliente, salvo diversa pattuizione.

10. Numero massimo di clienti in store: obbligo di esposizione in vetrina di un cartello che riporti il numero massimo di clienti ammessi nei negozi contemporaneamente.

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