Albero di Natale di Gubbio, folla record per l’accensione
Piazza Quaranta Martiri gremita come raramente si era vista, con migliaia di persone giunte da ogni parte d’Italia per assistere alla 45ª accensione dell’Albero di Natale più grande del mondo. L’evento ha trasformato la città in un palcoscenico collettivo, dove emozione e spettacolo si sono intrecciati in un rito che ormai appartiene alla memoria condivisa.
Dalle 17.30, l’ingresso degli Sbandieratori ha dato il via a un crescendo di attesa, scandito da musica, teatro, coreografie su pattini e interventi istituzionali. Il coro “Cantores Beati Ubaldi” ha accompagnato il conto alla rovescia, culminato alle 18.55 con l’illuminazione del Monte Ingino, visibile anche in streaming da milioni di spettatori.
Il presidente del comitato, Simone Pierotti, alla sua prima accensione, ha sottolineato la portata umana del progetto: oltre 400 punti luce, 7.500 metri di cavi e più di 1.300 ore di lavoro, ma soprattutto mani e sorrisi intrecciati. «L’Albero non si compra, si costruisce insieme», ha ricordato.
Il comandante Nicasio Falica, in rappresentanza della nave scuola “Amerigo Vespucci”, ha acceso l’edizione 2025, richiamando il motto della nave: “Non chi comincia ma chi persevera”.
Le istituzioni hanno rimarcato il valore simbolico dell’opera. Il sindaco Vittorio Fiorucci ha parlato di “albero maestro che illumina i cuori”, mentre la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti ha evidenziato il ruolo dell’evento nel rafforzare l’Umbria come meta natalizia internazionale. Il vescovo Luciano Paolucci Bedini ha ricordato il legame spirituale con la basilica del patrono, posta in cima al monte.
La serata ha visto trampolieri, giovani interpreti di teatro musicale e giochi interattivi coinvolgere il pubblico, trasformando la piazza in un teatro a cielo aperto. Al momento dell’accensione, un boato ha attraversato la folla, suggellando un rito che dal 1981 continua a emozionare generazioni.
Questa edizione conferma l’Albero di Gubbio come patrimonio immateriale, simbolo di pace e solidarietà che dall’Umbria si irradia nel mondo. Una luce che unisce, capace di rinnovarsi ogni anno con la stessa intensità.

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