Ultimo appello dei residenti di Fontivegge, delusi, amareggiati e preoccupati
Il quartiere Fontivegge si ritrova ancora una volta in preda al degrado e alle problematiche legate alla criminalità. Il Comitato Progetto Fontivegge, in un appello disperato, ha evidenziato l’incremento dei fatti criminali con l’arrivo dell’estate, come precedentemente annunciato. Nonostante gli allarmi lanciati, nessuna azione preventiva è stata messa in atto per far fronte ai pericoli che affliggono la zona. L’incapacità delle istituzioni di monitorare e ridurre i flussi migratori ha portato a un massiccio aumento degli arrivi nel territorio nazionale, coinvolgendo anche Fontivegge.
L’Amministrazione Romizi, dopo nove anni di gestione, non è stata in grado di mantenere le promesse fatte ai residenti e ai commercianti. Molti negozi hanno chiuso i battenti e gli abitanti si trovano intrappolati in una situazione di degrado e paura. Le richieste di intervento sono state rivolte a diverse figure politiche, con scarsi risultati. Il gruppo Lega è stato il più attento alle problematiche, ma gli altri gruppi consiliari sembrano essere rimasti inascoltati.
Il quartiere Fontivegge, da quasi trent’anni in declino, continua a essere caratterizzato da degrado e da una triste reputazione di “quartiere-ghetto”. Il Comitato Progetto Fontivegge chiede con urgenza una serie di azioni per migliorare la situazione. Tra le richieste ci sono una massiccia operazione anti-droga, perquisizioni negli stabili critici, pulizia delle strade e disinfestazione, sfalcio dell’erba nelle aree verdi, abbattimento delle barriere architettoniche, pattugliamento costante delle strade e l’applicazione rigorosa dei regolamenti di polizia urbana.
Il Comitato Progetto Fontivegge sottolinea che questa è l’ultima richiesta alle autorità. In caso di mancato ascolto, saranno fatte segnalazioni e denunce attraverso i canali dei social media e la stampa locale. I cittadini tireranno le proprie conclusioni al momento del voto. È tempo che le istituzioni prendano seriamente in considerazione le esigenze e le preoccupazioni dei residenti di Fontivegge.
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Delusi amareggiati e seriamente preoccupati: ultimo appello… Con l’arrivo dell’estate, i fatti criminosi sono improvvisamente aumentati. Non per fare i facili profeti ma noi dì Progetto Fontivegge l’avevamo annunciato con largo anticipo. Nei mesi scorsi abbiamo lanciato più volte l’allarme in vista dell’arrivo delle temperature più calde, che come di consueto surriscaldano gli animi dei balordi presenti in zona. L’appello, purtroppo, è caduto nel vuoto. Del resto, non è una novità. Tra chi esibisce fredde statistiche, incapaci di inquadrare l’effettiva situazione del quartiere, e chi si gira dall’altra parte, nessuno è stato in grado di predisporre un piano preventivo finalizzato quanto meno a non farsi trovare impreparati di fronte ai pericoli. L’incapacità del governo centrale di monitorare e ridurre i flussi migratori ha prodotto un massiccio incremento di nuovi arrivi in tutto il territorio nazionale. E, immancabilmente, Fontivegge è stata coinvolta in pieno da questa nuova ondata di sbarchi. A livello locale, l’Amministrazione Romizi, dopo ben nove anni di gestione, non è ancora riuscita a mantenere le promesse fatte ai residenti e ai commercianti. Tra quest’ultimi non sono pochi quelli che, nel frattempo, hanno rescisso i rispettivi contratti d’affitto e chiuso le serrande per spostarsi altrove. Chi invece abita o lavora a Fontivegge da proprietario è intrappolato: non può vendere, se non al caro prezzo di una pesante svalutazione, ed è dunque costretto a convivere quotidianamente con il degrado e la paura. |

Il Comitato ha perfettamente ragione ed è sorprendente che abbia pazientato per tanti anni. Fontivegge è diventato una sorta di ghetto e nessuno si è preso cura di una situazione di degrado veramente indegna di un Paese civile. Chi sperava nella nuova “gestione Romizi”, nata nel lontano 2014, è comprensibilmente amareggiato, deluso e forse anche “arrabbiato” per il silenzio delle Istituzioni competenti. e Tale atteggiamento dei Cittadini che si sentono traditi si rifletterà, comprensibilmente, nel “redde rationem” del 2024.