Ultimo appello dei residenti di Fontivegge, delusi, amareggiati e preoccupati

Ultimo appello dei residenti di Fontivegge, delusi, amareggiati e preoccupati
Foto di Lorenzo Brunetti

Ultimo appello dei residenti di Fontivegge, delusi, amareggiati e preoccupati

Il quartiere Fontivegge si ritrova ancora una volta in preda al degrado e alle problematiche legate alla criminalità. Il Comitato Progetto Fontivegge, in un appello disperato, ha evidenziato l’incremento dei fatti criminali con l’arrivo dell’estate, come precedentemente annunciato. Nonostante gli allarmi lanciati, nessuna azione preventiva è stata messa in atto per far fronte ai pericoli che affliggono la zona. L’incapacità delle istituzioni di monitorare e ridurre i flussi migratori ha portato a un massiccio aumento degli arrivi nel territorio nazionale, coinvolgendo anche Fontivegge.

L’Amministrazione Romizi, dopo nove anni di gestione, non è stata in grado di mantenere le promesse fatte ai residenti e ai commercianti. Molti negozi hanno chiuso i battenti e gli abitanti si trovano intrappolati in una situazione di degrado e paura. Le richieste di intervento sono state rivolte a diverse figure politiche, con scarsi risultati. Il gruppo Lega è stato il più attento alle problematiche, ma gli altri gruppi consiliari sembrano essere rimasti inascoltati.

Il quartiere Fontivegge, da quasi trent’anni in declino, continua a essere caratterizzato da degrado e da una triste reputazione di “quartiere-ghetto”. Il Comitato Progetto Fontivegge chiede con urgenza una serie di azioni per migliorare la situazione. Tra le richieste ci sono una massiccia operazione anti-droga, perquisizioni negli stabili critici, pulizia delle strade e disinfestazione, sfalcio dell’erba nelle aree verdi, abbattimento delle barriere architettoniche, pattugliamento costante delle strade e l’applicazione rigorosa dei regolamenti di polizia urbana.

Il Comitato Progetto Fontivegge sottolinea che questa è l’ultima richiesta alle autorità. In caso di mancato ascolto, saranno fatte segnalazioni e denunce attraverso i canali dei social media e la stampa locale. I cittadini tireranno le proprie conclusioni al momento del voto. È tempo che le istituzioni prendano seriamente in considerazione le esigenze e le preoccupazioni dei residenti di Fontivegge.

Delusi amareggiati e seriamente preoccupati: ultimo appello…

Con l’arrivo dell’estate, i fatti criminosi sono improvvisamente aumentati. Non per fare i facili profeti ma noi dì Progetto Fontivegge l’avevamo annunciato con largo anticipo. Nei mesi scorsi abbiamo lanciato più volte l’allarme in vista dell’arrivo delle temperature più calde, che come di consueto surriscaldano gli animi dei balordi presenti in zona. L’appello, purtroppo, è caduto nel vuoto. Del resto, non è una novità. Tra chi esibisce fredde statistiche, incapaci di inquadrare l’effettiva situazione del quartiere, e chi si gira dall’altra parte, nessuno è stato in grado di predisporre un piano preventivo finalizzato quanto meno a non farsi trovare impreparati di fronte ai pericoli. L’incapacità del governo centrale di monitorare e ridurre i flussi migratori ha prodotto un massiccio incremento di nuovi arrivi in tutto il territorio nazionale. E, immancabilmente, Fontivegge è stata coinvolta in pieno da questa nuova ondata di sbarchi. A livello locale, l’Amministrazione Romizi, dopo ben nove anni di gestione, non è ancora riuscita a mantenere le promesse fatte ai residenti e ai commercianti. Tra quest’ultimi non sono pochi quelli che, nel frattempo, hanno rescisso i rispettivi contratti d’affitto e chiuso le serrande per spostarsi altrove. Chi invece abita o lavora a Fontivegge da proprietario è intrappolato: non può vendere, se non al caro prezzo di una pesante svalutazione, ed è dunque costretto a convivere quotidianamente con il degrado e la paura.
Poche le orecchie politiche disposte ad ascoltarci. In primis quelle del gruppo Lega, pur con risultati alterni e ancora poco soddisfacenti. Per il resto, quasi un deserto assoluto. Ci chiediamo dove siano questi gruppi consiliari e i rispettivi rappresentanti. E se lo chiedono in tanti a Fontivegge, quasi certi che tra qualche mese, in prossimità del voto, torneranno a fare passerella nel nostro quartiere per poi sparire di nuovo sino al prossimo appuntamento elettorale.
A quasi trent’anni dall’inizio del suo declino, questo quartiere si ritrova ancora in preda al degrado. Un degrado addirittura cresciuto nel corso degli ultimi anni. Da allora molte cose sono cambiate in città. Eppure, Fontivegge è rimasta tale e quale, con la sua triste reputazione di “quartiere-ghetto” per spacciatori, sbandati, prostitute e tossicodipendenti.
Chiediamo con urgenza, per l’ennesima volta: una massiccia operazione anti-droga in tutto il quartiere, che includa perquisizioni a tappeto degli stabili più critici, noti ormai a tutti, compresa la verifica dei contratti di locazione; la pulizia dai rifiuti abbandonati e la disinfestazione delle strade per contrastare la proliferazione di roditori e insetti molesti; lo sfalcio dell’erba nelle aree verdi pubbliche e private; l’abbattimento delle barriere architettoniche ancora presenti; il pattugliamento costante delle strade in orario pomeridiano e serale (non mattutino, quando non c’è quasi nessuno in giro), incluso il ripristino dell’unità di militari dell’Operazione Strade Sicure; la piena e capillare applicazione del Regolamento di Polizia Urbana e delle Ordinanze Anti-Alcol e Anti-Prostituzione, spesso disattesi.
Questa è la nostra ultima richiesta alle autorità. Non ci saranno altri appelli, tutt’al più solo segnalazioni e denunce nei social media o sulla stampa locale. Siamo stanchi e non abbiamo più intenzione di perdere tempo con chi non vuole ascoltarci. I cittadini tireranno le loro somme, ognuno per contro proprio, quando andranno a votare.
COMITATO ” PROGETTO FONTIVEGGE ”

 

1 Commento

  1. Il Comitato ha perfettamente ragione ed è sorprendente che abbia pazientato per tanti anni. Fontivegge è diventato una sorta di ghetto e nessuno si è preso cura di una situazione di degrado veramente indegna di un Paese civile. Chi sperava nella nuova “gestione Romizi”, nata nel lontano 2014, è comprensibilmente amareggiato, deluso e forse anche “arrabbiato” per il silenzio delle Istituzioni competenti. e Tale atteggiamento dei Cittadini che si sentono traditi si rifletterà, comprensibilmente, nel “redde rationem” del 2024.

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