Nicola Alemanno in Appello per i casi Palaboeri e Ancarano a giugno

Sindaco Norcia Alemanno condannato. 'Sarò sospeso dall'incarico' 
Sindaco Nicola Alemanno

Udienza a Perugia per le opere dopo il sisma umbro del 2016

Torna davanti ai giudici l’ex sindaco di Norcia Nicola Alemanno, atteso il prossimo 15 giugno davanti alla Corte d’Appello di Perugia per due distinti procedimenti giudiziari legati agli interventi realizzati dopo il terremoto del 2016. L’ex primo cittadino, decaduto in passato dalla carica in seguito all’applicazione della legge Severino, sarà chiamato a comparire per il secondo grado di giudizio sia nel procedimento relativo al Palaboeri sia in quello riguardante il centro polivalente di Ancarano.

Il caso Palaboeri e il ricorso della Procura

Uno dei procedimenti riguarda il Palaboeri, struttura costruita nei mesi successivi al sisma grazie alle donazioni del Corriere della Sera e di LA7. Nel 2023 il tribunale di Spoleto aveva assolto Alemanno dall’accusa di falso ideologico. La Procura ha però impugnato quella decisione, contestando presunte irregolarità nell’ordinanza sindacale con cui, in piena emergenza, venne autorizzata la realizzazione dell’opera. Secondo l’accusa, infatti, la struttura avrebbe dovuto avere carattere temporaneo, mentre le caratteristiche costruttive indicherebbero un edificio pensato per una permanenza stabile. Nell’atto di appello i magistrati chiedono inoltre la demolizione del Palaboeri oppure la sua confisca. La struttura, anche dopo il dissequestro disposto dall’autorità giudiziaria, non sarebbe più stata utilizzata dall’amministrazione comunale.

Il procedimento sulla struttura di Ancarano

Nella stessa giornata Alemanno comparirà davanti ai giudici anche per il procedimento relativo al centro polivalente di Ancarano. In primo grado l’ex sindaco è stato condannato a un anno e tre mesi per abuso d’ufficio e violazioni urbanistiche in un’area sottoposta a vincolo idrogeologico e paesaggistico. A presentare ricorso in Appello sono stati in questo caso i legali della difesa. Gli avvocati hanno sempre sostenuto che l’opera fosse stata realizzata in condizioni di somma urgenza per rispondere alle necessità della popolazione colpita dal terremoto. Secondo la linea difensiva, la struttura era indispensabile per ospitare la comunità locale e le attività della Protezione Civile durante la fase più critica dell’emergenza post sisma.

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