Uccisione e furto di un cervo femmina a Formichella, individuati i responsabili
Le indagini condotte dal Nucleo di Polizia Ambientale, Agroalimentare Forestale (N.I.P.A.A.F.) del Gruppo Carabinieri Forestale di Terni (Ten. Col. Elena Candela), coordinate dalla Procura di Terni diretta dal Procuratore dr. Claudio Cicchella, hanno consentito di individuare con sorprendente rapidità i responsabili dell’uccisione e conseguente furto di un esemplare di cervo femmina dall’area demaniale statale del Centro Recupero Animali Selvatici ed Esotici di Formichella, gestito dal Reparto Tutela Biodiversità di Assisi dei Carabinieri Forestali.
L’animale, insieme ad altri quattro cervi, era detenuto all’interno di un’area recintata, di circa tremila metri quadrati, poco distante dalla sede del Centro, collocato a sua volta all’interno di una vasta area boscata ed agricola di circa 125 ettari, interamente di proprietà statale, delimitata a sua volta da una recinzione metallica perimetrale.
Le protezioni messe in atto non hanno impedito ad un uomo, residente a San Venanzo, di penetrare la mattina del 26/01/2023 all’interno dell’area scavalcando la recinzione e, con un fucile, abbattere uno dei cinque cervi (creando peraltro agitazione e stress negli altri cervi presenti), approfittando della momentanea lontananza del personale impiegato in altre aree del Centro e della impossibilità di fuggire dell’animale, peraltro da anni ospitato presso il C.R.A.S.E..
Successivamente, con notevole spregiudicatezza, l’uomo tornava sul posto dopo qualche ora con un complice per prelevare l’animale abbattuto e trascinarlo a valle per un lungo tratto, utilizzando delle cinghie, oltre la recinzione esterna, fino ad una radura appena fuori dell’area demaniale, accessibile con fuoristrada, portando così a compimento, in concorso, il furto dell’animale.
I due soggetti, tuttavia, non si accorgevano delle fototrappole che precedentemente erano state piazzate dai Carabinieri Forestali in alcuni punti cruciali, vicino alle recinzioni; l’esame delle immagini, nella loro evidente chiarezza, nonché successivi accertamenti ed attività delegata dalla Procura (con la partecipazione delle Stazioni Carabinieri Forestale di Allerona, Orvieto e San Venanzo e del Nucleo Tutela Biodiversità di Formichella), consistenti in perquisizioni domiciliari e sequestro di ulteriori elementi di prova, consentivano di individuare i due responsabili, che si trovano ora indagati per uccisione di animale (art. 638 c.p.) e furto aggravato (art. 624 e 625 c.p.), commesso con violenza sulle cose e all’interno di area demaniale.

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