A Perugia da anni segnalazioni ignorate e tensione crescente
Nel quartiere di Fontivegge, a Perugia, i residenti di un condominio in via Settevalli (Zona Ottagono) denunciano da tempo una situazione definita fuori controllo, legata alla presenza di un uomo di nazionalità ucraina che da tre anni vivrebbe nello stabile e che, secondo quanto riferito dagli abitanti, sarebbe al centro di un continuo via vai collegato allo spaccio di eroina e crack in collaborazione con cittadini tunisini della zona di Bellocchio.
Gli inquilini raccontano di avere più volte tentato di ottenere l’allontanamento dell’uomo dall’appartamento che occupa, ma il proprietario, di nazionalità italiana, avrebbe sempre respinto l’ipotesi, spiegando che, finché il canone di locazione viene pagato regolarmente, non intende disporre lo sfratto.
Qui, nelle ore del mattino come in quelle della sera, sarebbe costante il flusso di persone che accedono al palazzo. Gli abitanti segnalano che lo stesso inquilino aprirebbe il portone d’ingresso a soggetti coinvolti in attività di spaccio e tossicodipendenti, i quali si fermerebbero all’interno delle parti comuni. Secondo le testimonianze raccolte, non sarebbero rari episodi di persone che dormono sui pianerottoli o nelle aree di passaggio e che utilizzano gli spazi comuni come servizi igienici, lasciando escrementi tra scale, corridoi e zone dei garage.
Gli episodi di degrado raccontati includono anche danneggiamenti a veicoli parcheggiati all’interno dell’autorimessa condominiale, con vetri rotti e furti dall’abitacolo. I citofoni sarebbero stati più volte danneggiati durante ingressi forzati nel portone principale del palazzo.
Gli abitanti parlano di una condizione quotidiana che genera paura, in particolare per chi rientra dal lavoro nelle ore notturne, come accade ai dipendenti dei turni in fabbrica, ma anche per le famiglie con bambini che vivono nello stabile. Le madri raccontano di sentirsi insicure nel lasciare i figli entrare e uscire autonomamente, soprattutto nelle fasce orarie in cui l’afflusso di persone estranee al condominio è più intenso.
Secondo quanto riferito da un residente, gli amministratori del condominio sarebbero stati contattati più volte, ma non avrebbero fornito risposte o interventi concreti. Le chiamate e le segnalazioni, anche nell’ultimo mese, non avrebbero prodotto azioni in grado di affrontare la criticità, lasciando la gestione del problema nelle mani degli inquilini, che affermano di non avere strumenti per affrontare una situazione che, a loro dire, richiederebbe un intervento risolutivo.
Il contesto urbano di Fontivegge è da anni oggetto di attenzione per fenomeni legati allo spaccio di stupefacenti e alla presenza di gruppi che operano in zone come Bellocchio. Gli abitanti del condominio di via Settevalli insistono nel richiedere un intervento che possa riportare tranquillità all’interno dello stabile e nelle aree circostanti, sottolineando che tre anni di segnalazioni, timori e continue incursioni nelle parti comuni hanno compromesso la vivibilità dell’edificio e il senso di sicurezza delle persone che lo abitano.

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