Cellula eversiva smantellata, procura della Repubblica romana in azione
Terrorismo anarchico: 7 arresti a Roma per i sabotaggi
Terni figura tra le province direttamente coinvolte nell’operazione antiterrorismo scattata nella mattinata di martedì 16 giugno 2026. La DIGOS ternana ha collaborato in prima linea all’esecuzione dei decreti di perquisizione emessi dalla Procura di Roma, affiancando le omologhe di Milano, Bologna, Napoli, Torino e Rieti in un blitz coordinato su scala nazionale. Il contributo degli uffici umbri ha rappresentato un tassello operativo significativo in un’indagine che ha richiesto mesi di lavoro investigativo e un raccordo serrato tra più articolazioni della Polizia di Stato.
Al centro dell’inchiesta vi è anche la figura di Alfredo Cospito, anarchico detenuto nel regime del 41-bis dell’ordinamento penitenziario. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, uno degli obiettivi dichiarati dell’organizzazione era mantenere viva la mobilitazione dell’anarco-insurrezionalismo contro l’applicazione del carcere duro nei confronti di Cospito, anche attraverso azioni dimostrative di natura violenta. Questo movente ideologico si intreccia direttamente con i sabotaggi ferroviari contestati al gruppo e costituisce, agli occhi degli investigatori, uno degli elementi qualificanti dell’associazione eversiva.
L’operazione e le misure cautelari
Sette le misure cautelari eseguite in mattinata dalla DIGOS della Questura di Roma, in stretto raccordo con la Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma ha emesso cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere e due provvedimenti di arresti domiciliari, tutti richiesti dalla Procura capitolina sulla base del materiale probatorio raccolto nel corso delle indagini. Il reato contestato a ciascuno degli indagati è quello di associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico, ai sensi dell’articolo 270-bis del codice penale.
Due dei sette arrestati rispondono inoltre di accuse più gravi: concorso in attentato a impianti di pubblica utilità, interruzione di pubblico servizio e istigazione a delinquere, tutti aggravati dalla finalità di terrorismo.
Il sabotaggio del 14 febbraio 2026 sull’Alta Velocità
Il nucleo più pesante dell’accusa riguarda quanto accadde nella notte del 14 febbraio 2026 sulla rete ferroviaria dell’Alta Velocità Roma-Firenze. Due degli indagati vengono ritenuti direttamente coinvolti in quell’azione, durante la quale furono utilizzati ordigni artigianali di dimensioni contenute ma di accertata efficacia offensiva. I danni provocati all’infrastruttura sono stati quantificati in un costo di ripristino di 455 mila euro.
Nella stessa notte fu colpita anche la linea Roma-Napoli con un’azione analoga e contestuale. Entrambi i sabotaggi furono rivendicati sul portale web ispiraazione.noblogs.org, creato dal gruppo nei mesi precedenti con finalità di comunicazione interna ed esterna. Nel testo di rivendicazione, i responsabili richiamavano la coincidenza con le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, dichiarando motivazioni antimilitariste e l’intenzione di proseguire gli attacchi violenti alle infrastrutture strategiche del Paese.
La rete dell’organizzazione tra Roma e le altre città
Il sodalizio è radicato principalmente nella Capitale, ma dispone di connessioni documentate con ambienti affini dislocati in altre province italiane. Gli investigatori hanno accertato ramificazioni nelle aree di Bologna, Forlì-Cesena, Milano e Napoli. La struttura operativa del gruppo ricalca, secondo gli inquirenti, modalità e metodi consolidati nel panorama dell’anarchismo insurrezionalista italiano.
Le perquisizioni hanno interessato abitazioni private, spazi collettivi e, in particolare, il centro anarchico romano Bencivenga Occupato, nella zona di Sacco Pastore lungo le sponde dell’Aniene. L’operazione ha visto impegnate le DIGOS di sei città oltre a quella di Roma: Milano, Bologna, Napoli, Torino, Terni e Rieti.
Il coordinamento nazionale e la dimensione internazionale
La portata dell’indagine e la presenza di connessioni che si estendono potenzialmente anche oltre i confini nazionali hanno reso necessario un coordinamento affidato in primo luogo alla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo. L’elemento internazionale è considerato dagli inquirenti uno degli aspetti più rilevanti del procedimento, che ha impegnato risorse investigative su scala tanto italiana quanto europea.
La presunzione di innocenza
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Il materiale probatorio raccolto dovrà essere valutato nelle successive fasi processuali. In conformità con i principi fondamentali dell’ordinamento italiano, tutte le persone raggiunte da misure cautelari o sottoposte a indagine devono essere considerate innocenti fino all’eventuale pronuncia di una sentenza di condanna definitiva.

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