Subito i militari a Fontivegge, Progetto lo chiede per pattugliare quartiere

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Subito i militari a Fontivegge, Progetto lo chiede per pattugliare quartiere

Sin dalla sua fondazione nel 2015, il Comitato Progetto Fontivegge – costantemente attivo in un quartiere che da oltre vent’anni è un barometro in grado di misurare il livello di microcriminalità in città – ha sempre avvertito in tempo le autorità locali, informando con massima obiettività l’opinione pubblica riguardo fattori di rischio e pericolo presenti nel quartiere, che spesso si sono puntualmente materializzati. L’aumento dell’insicurezza, direttamente legato ad una sempre più folta presenza di immigrati irregolari nel quartiere, aveva risuonato l’allarme già in estate.

La situazione emersa nel corso degli ultimi mesi ha visto purtroppo il degrado estendersi, investendo non solo anfratti e sottopassi ma anche spiazzi e luoghi aperti come il perimetro esterno del Coworking, le scalette di Piazza del Bacio e il Parco della Verbanella. Pochi giorni fa, Progetto Fontivegge ha incontrato l’On. Nicola Molteni, ex Sottosegretario agli Interni ed esperto di sicurezza urbana.

I rappresentanti del Comitato presenti all’incontro sono rimasti positivamente sorpresi quando hanno appreso che – in base a quanto visionato nel corso del sopralluogo effettuato e sulla scorta di quanto già avvenuto in altre città di dimensioni analoghe o persino inferiori a Perugia – la Prefettura avrebbe già potuto richiedere da tempo l’invio di ben 15 militari con compiti di deterrenza e pronto intervento, nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure.

Il parere dell’On. Molteni dà così ragione a Progetto Fontivegge, che da due anni sta chiedendo a gran voce l’invio di almeno una pattuglia di militari per presidiare il quartiere, in attesa che il posto fisso della Polizia di Stato aperto pochi mesi fa sul fronte di Piazza Vittorio Veneto, attualmente utilizzato dalla sola Polfer, possa essere integrato con personale della Squadra Mobile.

Giudichiamo riprovevoli ed offensive nei confronti dei residenti le critiche avanzate da chi, pur prendendo atto dei problemi del quartiere, continua ad opporsi a fondamentali misure di sicurezza, per di più sostenendo a livello nazionale le stesse irresponsabili politiche migratorie alla base del disastro di Fontivegge, in concorso con una politica urbanistica che trent’anni fa stuprò definitivamente l’anima postindustriale di questo quartiere e con piani regionali dei trasporti sin qui del tutto fallimentari.

Il basso flusso viaggiatori, dovuto alla scarsità dell’offerta ferroviaria, rende infatti una superficie semideserta, facilmente “colonizzabile” da spacciatori e sbandati, quella che ancora oggi è una stazione letteralmente indecente in termini di dimensioni, caratteristiche e servizi, indegna di un capoluogo di regione di circa 170.000 abitanti, città sede di due università e teatro di almeno tre importanti manifestazioni fisse di livello internazionale. Chi in passato ha lasciato che Fontivegge si trasformasse in una vera e propria fogna a cielo aperto, oggi non ha alcun diritto di ostacolare le nostre legittime richieste di sicurezza. Abbiamo investito i nostri risparmi in questa zona della città, viviamo tutti i giorni gli enormi disagi provocati da questa condizione di assoluto degrado e non accettiamo di essere presi in giro o umiliati.

Né si pensi che vi siano alternative o scappatoie di carattere urbanistico, associazionistico o privato. Senza una bonifica preliminare, gli investimenti – e con questi famiglie e persone “normali” – non torneranno mai a Fontivegge. È ora di metterselo in testa una volta per tutte. Chiediamo per tanto che Comune e Prefettura inoltrino immediatamente al Ministero degli Interni e al Ministero della Difesa la richiesta per l’invio di almeno 8 militari a Fontivegge.

Siamo convinti – ed i risultati raggiunti da altre città ci confortano in questo senso – che la sola presenza dei soldati armati in quattro punti strategici quali Piazza del Bacio, Piazza Vittorio Veneto, Via del Macello-Ottagono e Via Canali (Ministero delle Finanze e Verbanella tra loro comunicanti) possa già di per sé costituire un deterrente in grado di costringere spacciatori, assuntori, sbandati ed alcolizzati ad andarsene definitivamente dal quartiere. Se dovesse essere necessario, siamo pronti a scendere in piazza per far sentire la nostra voce./da Progetto Fontivegge.

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