Sentenza “Quarto Passo”, confermata l’infiltrazione mafiosa

Libera Umbria: "Difendere la legalità è un dovere per tutti"

Sentenza “Quarto Passo”, confermata l'infiltrazione mafiosa

Sentenza “Quarto Passo”, confermata l’infiltrazione mafiosa

Sentenza “Quarto Passo” – La sentenza del processo “Quarto Passo” ha posto l’accento sulla presenza di infiltrazioni mafiose in Umbria, confermando l’attività della ‘ndrangheta nella regione. Dopo 12 anni di indagini e 10 anni dagli arresti, il tribunale ha inflitto complessivamente 277 anni di carcere, con 46 richieste di condanna su 52 imputati, di cui 35 accusati di associazione mafiosa ai sensi dell’articolo 416 bis del codice penale.

L’organizzazione faceva capo al clan Farao Marincola, originario di Cirò, in Calabria, con un radicamento significativo a Perugia. La rete gestiva 39 imprese, 106 immobili, 129 veicoli, 28 polizze assicurative e oltre 300 rapporti bancari, operando in settori come estorsione, usura, bancarotta fraudolenta e traffico di stupefacenti. Secondo le stime, il giro d’affari annuale globale della ‘ndrangheta si aggira tra 60 e 70 miliardi di euro.

Libera Umbria, che si è costituita parte civile nel processo il 28 novembre 2016, ha sottolineato l’importanza della sentenza come passo decisivo nella lotta alla criminalità organizzata. L’associazione ha ribadito che riconoscere le infiltrazioni mafiose è fondamentale per affrontare il problema in maniera collettiva.

Dichiarazioni di Libera Umbria

“La sentenza rappresenta una giornata significativa per l’Umbria”, ha dichiarato il Coordinamento Regionale di Libera Umbria, aggiungendo: “Riconoscere che non siamo esenti da infiltrazioni mafiose ci permette di aprire gli occhi e prendere coscienza di un problema di cui tutti dobbiamo farci carico. La presenza delle mafie ci toglie la possibilità di vivere democraticamente”.

L’associazione ha poi evidenziato il ruolo delle udienze come occasione per la società civile di comprendere l’impatto delle mafie: “Entrare nelle aule dei tribunali è un fondamentale esercizio di democrazia partecipata. Serve a ribadire con forza da che parte stiamo, accompagnando la parte offesa e contrastando l’indifferenza”.

Il processo in numeri

  • 12 anni di indagini dal primo avvio.
  • 10 anni dagli arresti dei membri coinvolti.
  • 277 anni di pena complessivi inflitti.
  • 46 richieste di condanna su 52 imputati.
  • 35 persone accusate di associazione mafiosa.

Il radicamento economico della ‘ndrangheta in Umbria

Il clan Farao Marincola aveva esteso le proprie attività a Perugia, costruendo una fitta rete di affari che comprendeva:

  • 39 imprese;
  • 106 immobili;
  • 129 veicoli;
  • 28 contratti assicurativi;
  • Oltre 300 conti bancari e rapporti di credito.

Questi dati sottolineano la complessità e la profondità dell’infiltrazione mafiosa in un territorio tradizionalmente considerato immune da simili fenomeni.

Il ruolo della società civile

Libera Umbria ha concluso evidenziando che la partecipazione attiva nei processi giudiziari è una forma di resistenza civile: “Prendere parola nei processi serve a contrastare il potere della criminalità organizzata e a impedire che si alimenti dell’indifferenza”.

La sentenza del processo Quarto Passo segna un punto di svolta per la giustizia in Umbria, ma rappresenta anche un invito alla cittadinanza a vigilare e a impegnarsi attivamente nella difesa della legalità.

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