Assolto dopo dieci anni: il caso dell’infortunio mortale a Terni
Il tragico evento legato all’infortunio mortale di Egidio Pennacchi, avvenuto quasi dieci anni fa, ha visto recentemente uno sviluppo significativo. Marco Serpenti, legale rappresentante della società che noleggiò il mezzo coinvolto nell’incidente, è stato assolto con formula piena dalla corte d’appello di Perugia. Questo ha segnato un importante punto di svolta dopo che in primo grado era stato condannato insieme ad altri due imputati per omicidio colposo a un anno e otto mesi di reclusione. Lo scrive oggi Nicoletta Gigli su Il Messaggero Umbria, pagina di Terni.
L’avvocato Francesco Mattiangeli, rappresentante legale di Serpenti, ha presentato istanze che hanno convinto i giudici d’appello dell’innocenza del suo cliente nel tragico evento. Si è anche valutata la formazione fornita all’operaio dall’azienda che noleggiò il mezzo al momento dell’incidente. Tuttavia due condanne per persone coinvolte nel caso sono state confermate.
L’incidente, verificatosi nel febbraio 2014 durante un’attività di potatura degli alberi, ha portato alla morte di Egidio Pennacchi, che è precipitato nel fiume Nera a seguito del ribaltamento del mezzo su cui stava lavorando. La sentenza di primo grado, emessa dalla giudice Barbara di Giovannantonio, aveva condannato tre persone, tra cui, Serpenti, mentre altri imputati sono stati assolti.
L’avvocato Francesco Mattiangeli ha espresso soddisfazione per l’assoluzione di Marco Serpenti, mentre le motivazioni dettagliate della sentenza saranno rese note entro novanta giorni. L’episodio ha segnato un momento di grande dolore per la famiglia di Egidio Pennacchi, con una ricerca disperata del suo corpo durata 36 giorni, coinvolgendo i vigili del fuoco di Terni e i sommozzatori di Viterbo.
L’assoluzione di Marco Serpenti ha portato alla revoca delle provvisionali, con il processo che ha ancora ulteriori sviluppi in attesa delle motivazioni ufficiali della sentenza.

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