Aveva pù di mille foto hard di bambini nel computer
Un pensionato di 73 anni, residente a Spoleto, è stato condannato a sedici mesi di reclusione dopo aver concordato il patteggiamento davanti al giudice dell’udienza preliminare di Perugia per il reato di detenzione o accesso a materiale pedopornografico. L’uomo era stato posto sotto indagine in seguito a un’attività della polizia postale che, nel febbraio 2025, aveva portato al sequestro di un ingente archivio digitale composto da oltre mille file, tra video e immagini, contenenti contenuti illeciti con il coinvolgimento di minori.
Secondo quanto emerge dagli atti giudiziari, gli investigatori avevano individuato più di 450 video di natura pedopornografica, insieme a 561 fotografie riconducibili alla categoria delle cosiddette “models”, cioè minori ritratti in posa, con parti intime esposte. I materiali erano conservati all’interno del computer del pensionato e in vari supporti esterni, tra cui hard disk acquisiti durante le operazioni di perquisizione. Le analisi tecniche hanno inoltre messo in luce che almeno una parte dei video – dodici in totale – risultava associata ad attività di upload su piattaforme collegate al motore di ricerca Google.
Le indagini si sono concentrate su un arco temporale che va dal maggio 2022 al novembre 2024, periodo durante il quale l’uomo avrebbe detenuto consapevolmente il materiale proibito.
Il giorno dell’accertamento formale del reato, indicato nel 18 febbraio 2025, rappresenta il momento conclusivo dei riscontri formati dagli investigatori, che hanno messo insieme informative, documenti relativi ai decreti di perquisizione locale, personale e informatica, oltre a una serie di accertamenti tecnici irripetibili e all’analisi dettagliata dei file di log recuperati dai dispositivi.
Nella richiesta di rinvio a giudizio firmata dal pubblico ministero Patrizia Mattei viene sottolineata la consapevolezza dell’imputato nella gestione dell’archivio, costruito utilizzando materiale prodotto con soggetti minorenni di età inferiore ai diciotto anni. Alla contestazione principale si aggiunge l’aggravante legata all’ingente quantità dei file rinvenuti, circostanza che ha pesato nella valutazione complessiva del quadro accusatorio.
La difesa ha presentato un’istanza che evidenzia le condizioni di salute del settantatreenne, ritenute meritevoli della concessione delle attenuanti generiche. Il patteggiamento è stato infatti subordinato alla possibilità di ottenere la sospensione condizionale della pena, richiesta che è stata inserita nella documentazione depositata. La posizione processuale dell’uomo si è quindi definita attraverso un accordo che evita il dibattimento, pur confermando la responsabilità per i reati contestati.
Gli esiti dell’attività investigativa, sostenuta dalle verifiche digitali operate dagli specialisti della polizia postale, hanno fornito un quadro ritenuto esaustivo dal giudice, che ha accolto il patteggiamento determinando la condanna definitiva ai sedici mesi di reclusione.

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