ADHD, opposizione denuncia forzature: scontro aperto in Commissione

ADHD, opposizione denuncia forzature: scontro aperto in Commissione

Scontro sul metodo e tensione politica nella Commissione di Perugia

La discussione sul sostegno alle famiglie con figli ADHD esplode in IV Commissione, dove la maggioranza del Comune di Perugia ha accusato l’opposizione di “irresponsabilità” per l’astensione sull’ordine del giorno dedicato ai percorsi di parental training. Una lettura che i consiglieri di minoranza respingono con decisione, denunciando un metodo definito chiuso, preconfezionato e privo di reale confronto.

Secondo l’opposizione, la scelta di non votare il testo non rappresenta un rifiuto del tema, ma una valutazione politica legata alla procedura adottata. La proposta, spiegano, sarebbe stata presentata come già concordata con l’assessore competente, lasciando alla Commissione un ruolo meramente formale. Una dinamica che, a loro giudizio, svuota il senso stesso del passaggio istituzionale, riducendolo a una vetrina politica.

I consiglieri ricordano che il sostegno alle famiglie con minori ADHD è stato accolto con favore e che sono state avanzate proposte integrative, in continuità con strumenti già approvati all’unanimità dal Consiglio, come il tavolo scuola-famiglia per la disabilità in età scolare. L’astensione, sottolineano, è stata una sospensione di giudizio in vista del voto finale, non un atto ostile. Pretendere un sì immediato, affermano, significa forzare il processo democratico.

Al centro delle critiche anche la distanza tra il testo scritto e quanto illustrato in aula. La maggioranza ha descritto un modello operativo in cui AFAS gestirebbe bandi e pagamenti ai formatori, ma questa struttura non compariva nel documento ufficiale. Una discrepanza ritenuta grave, perché incide sulla trasparenza del percorso amministrativo e sulla chiarezza del progetto.

Ulteriore nodo riguarda l’esclusione dei Centri per la Famiglia, realtà già attive nel sostegno alla genitorialità, che non sono state considerate come sedi aggiuntive per i corsi. Una scelta giudicata inspiegabile, soprattutto alla luce della loro esperienza e della loro funzione sociale.

L’opposizione richiama poi le evidenze scientifiche presentate in Commissione, che non confermerebbero l’efficacia risolutiva dei percorsi proposti. A ciò si aggiunge l’incertezza sul personale coinvolto, dato che non è previsto alcun ruolo per la USL, e sui luoghi in cui i corsi dovrebbero svolgersi, poiché alcune strutture indicate non risultano ancora operative. Un quadro che, secondo i consiglieri, rischia di trasformare un tema delicato in un annuncio privo di basi concrete, alimentando aspettative senza garantire risposte reali.

Per i gruppi di minoranza, ampliare un ordine del giorno non significa snaturarlo, ma renderlo più efficace. La reazione della maggioranza, invece, viene interpretata come un tentativo di costruire una narrazione moralistica e accusatoria, che riduce il ruolo dell’opposizione a quello di un soggetto subalterno, anziché un interlocutore istituzionale.

Il confronto politico si irrigidisce così su un tema che richiederebbe, secondo l’opposizione, serietà, ascolto e cooperazione, non slogan o contrapposizioni. I consiglieri ribadiscono l’impegno per un lavoro costruttivo e trasparente, ricordando di aver sempre sostenuto le proposte ritenute valide e fondate. La politica sociale, affermano, non può essere piegata a logiche di propaganda né a dinamiche di egemonia interna.

Il dibattito ora si sposta verso il Consiglio comunale, dove il testo tornerà per il voto finale. L’opposizione annuncia che continuerà a chiedere un confronto reale, convinta che le famiglie coinvolte meritino risposte credibili e percorsi solidi, non iniziative presentate come definitive senza un adeguato supporto tecnico e sanitario.

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