Sedici anni fa l’omicidio Meredith Kercher che continua a far parlare
Sono trascorsi sedici lunghi anni da quando Meredith Kercher, la giovane studentessa inglese, trovò una fine tragica nella villetta di Via della Pergola durante il suo periodo di studio Erasmus a Perugia. Tuttavia, nonostante il passare del tempo, il caso e le vicende giudiziarie ad esso associate non sembrano destinati a raggiungere una conclusione definitiva. Recentemente è emersa la notizia di un nuovo processo per Amanda Knox, precedentemente assolta insieme a Raffaele Sollecito dall’accusa di aver ucciso la ventunenne inglese. L’accusa specifica riguarda il coinvolgimento di Knox nella rivolta di accuse contro Patrick Lumumba.
L’omicidio di Meredith Kercher ha lasciato un’impronta indelebile nella città di Perugia, trasformando il suo volto e la sua reputazione. È ancora presente nell’immaginario collettivo come un punto di svolta nella storia della città, segnando un chiaro confine tra un “prima” e un “dopo”. Nel frattempo, Rudy Guede, l’unico condannato per omicidio in concorso nel caso, ha terminato la sua pena ed è ora un uomo libero.
Nonostante gli anni trascorsi, la memoria dell’omicidio di Meredith Kercher rimane viva nella mente delle persone e nel tessuto sociale di Perugia. La vicenda continua a essere discussa e dibattuta, mantenendo la sua rilevanza come un tragico evento che ha scosso l’intera nazione. L’apertura di un nuovo processo per Amanda Knox rinfocola l’attenzione pubblica sul caso, gettando nuova luce sugli eventi passati e alimentando ancora una volta il dibattito su ciò che realmente accadde quel tragico giorno nella villetta di Via della Pergola.
L’omicidio di Meredith Kercher, noto anche come delitto di Perugia, è avvenuto la sera del 1º novembre 2007. Meredith Kercher era una studentessa inglese che si trovava in Italia nell’ambito del progetto Erasmus presso l’Università di Perugia È stata ritrovata priva di vita con la gola tagliata nella propria camera da letto, all’interno della casa che condivideva con altri studenti. La causa della morte fu un’emorragia a seguito di una ferita al collo provocata da un oggetto acuminato usato come arma.
Per l’omicidio è stato condannato in via definitiva con rito abbreviato il cittadino ivoriano Rudy Guede. In primo grado, come concorrenti nell’omicidio, furono condannati dalla Corte d’assise di Perugia nel 2009 anche la statunitense Amanda Knox e l’italiano Raffaele Sollecito. I presunti coautori del delitto furono successivamente assolti e scarcerati dalla Corte d’assise d’appello nel 2011 per non avere commesso il fatto (relativamente all’omicidio), mentre per Amanda Knox fu confermata la condanna a tre anni per calunnia nei confronti di Patrick Lumumba (da lei accusato dell’omicidio e risultato estraneo ai fatti).
La Corte di cassazione, accogliendo il ricorso della Procura Generale di Perugia, il 26 marzo 2013 annullò la sentenza assolutoria d’appello e rinviò gli atti alla Corte d’Assise d’Appello di Firenze. Il 30 gennaio 2014 la Corte d’assise d’appello di Firenze sancisce nuovamente la colpevolezza degli imputati condannando Amanda Knox a 28 anni e 6 mesi di reclusione e Raffaele Sollecito a 25 anni di reclusione. Il 27 marzo 2015 la quinta sezione penale della Corte di cassazione, presieduta dal consigliere Gennaro Marasca, annulla senza rinvio le condanne a Raffaele Sollecito e Amanda Knox, assolvendoli per non aver commesso il fatto, affermando la mancanza di prove certe e la presenza di numerosi errori nelle indagini, e ponendo così fine al caso giudiziario.
Dopo l’assoluzione definitiva nel 2015, Amanda Knox e Raffaele Sollecito hanno intrapreso percorsi di vita diversi.
Amanda Knox è tornata a Seattle, la sua città natale, dove ha conseguito una laurea in scrittura presso un ateneo locale Ha iniziato a lavorare come scrittrice/giornalista, interessandosi anche di true crime. Nel 2015 ha pubblicato un libro autobiografico, “Waiting to be heard: A Memoir”, in cui racconta l’esperienza del carcere. Il ricavato delle vendite è stato utilizzato per pagare le spese legali del processo sull’omicidio Kercher. Nel 2019 Knox ha sposato lo scrittore statunitense Chris Robinson con il quale ha avuto una figlia, Eureka Muse La coppia vive sull’isola di Vashon, nello Stato di Washington, e ora è in attesa del secondogenito. Amanda è diventata un’autrice di successo negli Stati Uniti e produce un podcast – Labyrinths – e aiuta le persone vittime di errori giudiziari nella ricerca della verità.
Raffaele Sollecito, invece, lavora come cloud architect, disegnando e implementando l’infrastruttura di cui le aziende hanno bisogno per espletare le proprie necessità informatiche. Da marzo si è trasferito a Lisbona, in Portogallo. Prima viveva a Milano.

Penso si possa definire un errore giudiziario. Se c’è stato un “concorso nell’omicidio” chi è l’altra persona oltre a Guede, unico condannato, ad aver commesso il reato? Domanda che probabilmente rimarrà senza risposta.