Scandalo farmacie, chiesto il rinvio a giudizio per tutti

Scandalo farmacie, chiesto il rinvio a giudizio per tutti

La richiesta di rinvio a giudizio per Antonio Perelli e altre dieci persone indagate nell’ambito dell’inchiesta «Piramide» dei carabinieri del Nas è stata formalizzata dal pubblico ministero Mario Formisano al giudice per l’udienza preliminare Lidia Brutti. Formisano riassume le accuse contro gli imputati, sollecitando il giudice il rinvio a giudizio. Per il figlio Francesco Perelli, chiede il proscioglimento perché «il fatto non costituisce reato». Si torna in aula il 18 ottobre e poi l’8 novembre per le arringhe difensive e forse la decisione.

Le accuse contestate vanno, a vario titolo, dall’associazione per delinquere all’abuso d’ufficio, dal favoreggiamento alla truffa fino alla rivelazione di segreti d’ufficio, concussione e peculato. Processo abbreviato, invece, per il farmacista Pantelis Kurtsopulos, difeso dall’avvocato Francesco Viti). Ventitré i capi di imputazione.

Oltre a Perelli sono imputati i dirigenti regionali Luca Orlandi e Linda Richieri, i farmacisti Alessandro Rossi, Massimo Ceccarelli, Andrea Lilli, Giuseppina Manuali, Roberto Zavadlal, Sertorio Lalli e Giuseppina Mantucci. Gli imputati sono difesi dagli avvocati David Brunelli, Stefano Bagianti, Giancarlo Viti, Alessandro Vesi, Paolo Fantusati, Vincenzo Maccarone, Roberta Gubbiotti e Aldo De Bellis. La Regione dell’Umbria si è costituita parte civile con l’avvocato Nicola Di Mario e l’avvocato Nicola Blasi per l’Asl.

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