Ristoranti etnici, scattano multe e 3 chiusure in Umbria

Ristoranti etnici, scattano multe e 3 chiusure in Umbria

Nell’ambito dei recenti controlli condotti dai carabinieri del Nas in Umbria sulle attività di ristorazione e vendita di generi alimentari etnici, si è registrato un alto tasso di non conformità, con il 35% dei soggetti esaminati risultanti fuorilegge. I militari del Nucleo tutela della sanità, guidati dal maggiore Sergio Riccardi, hanno rilevato irregolarità diffuse su tutto il territorio regionale, con particolare rilievo per la situazione emersa a Foligno, dove ben tre locali, tra cui due ristoranti cinesi, sono stati costretti alla chiusura.

La scoperta delle attività illegali ha comportato non solo la sospensione delle operazioni di tali esercizi, ma anche l’applicazione di multe significative. In particolare, i controlli effettuati a Foligno hanno portato anche al sequestro sanitario di ben 263 chilogrammi di merce.

La mappa degli esercizi alimentari e dei ristoranti etnici in cui sono state rilevate irregolarità si estende anche a Perugia, Città di Castello, San Giustino, Orvieto e Terni. A Perugia sono stati sequestrati 62 chilogrammi di merce, a Città di Castello sono state trovate mille uova avariate, mentre a Foligno sono stati sequestrati cinquanta chili di prodotti a seguito della sospensione delle attività. A San Giustino sono stati sequestrati sessanta chilogrammi di merce irregolare, mentre a Orvieto e Terni sono stati rispettivamente sequestrati 46 e 45 chilogrammi di merce non a norma.

In particolare, i carabinieri del Nas, su indicazione del ministero della Salute, hanno individuato prodotti alimentari quali carne e pesce scaduti, avariati e non tracciabili. In alcuni casi, è stato riscontrato l’omesso autocontrollo dei prodotti conservati nei frigoriferi, pronti per essere venduti o utilizzati nella preparazione dei piatti tradizionali dei paesi di origine dei ristoranti. Le sanzioni amministrative complessive hanno raggiunto la somma di 18.000 euro, con le multe più pesanti che sono state irrogate ai titolari dei locali di Foligno e Perugia, che dovranno pagare rispettivamente tremila euro. Anche a Città di Castello, dove sono state trovate le uova avariate, è stata comminata una multa di duemila euro. La stessa cifra è stata applicata per le sanzioni a Terni, San Giustino e Orvieto.

I controlli proseguiranno nei prossimi giorni, e l’autorizzazione alla riapertura delle attività sospese verrà concessa solamente dopo che le strutture interessate avranno provveduto al ripristino delle condizioni igieniche e regolamentari richieste.

Gli imprenditori coinvolti dovranno dimostrare, attraverso l’Asl o i carabinieri del Nas, che i locali sono stati messi a norma e che le irregolarità sono state corrette. Successivamente, le autorità sanitarie effettueranno un sopralluogo per verificare la conformità e rilasciare l’autorizzazione alla ripresa delle attività. Solitamente, sono necessari tra tre e quattro giorni affinché i commercianti possano completare le opere necessarie e ottenere l’approvazione per la riapertura.

È importante notare che i prodotti alimentari in cattivo stato di conservazione individuati durante i controlli provengono dai centri di smistamento cui i gestori degli esercizi etnici si rivolgono per importare cibi e prodotti destinati al confezionamento direttamente dai paesi di origine.

I principali centri di smistamento si trovano a Bologna e Roma, e pertanto è stato rilevato un problema di conservazione e gestione dei prodotti certificati che, una volta giunti nei ristoranti, sono stati trovati in cattive condizioni.

In conclusione, l’operazione dei carabinieri del Nas ha messo in luce la presenza diffusa di irregolarità nelle attività di ristorazione e vendita di generi alimentari etnici in Umbria. L’impegno delle autorità competenti nel garantire la conformità alle norme igienico-sanitarie e regolamentari rimane fondamentale per la tutela della salute dei consumatori e per l’integrità del settore alimentare.

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