Revenge porn, condannato il ragazzo di 25 anni di Assisi che aveva diffamato la sua ex sui social
Due anni e 10 mesi convertibili in lavori socialmente utili e diecimila euro di risarcimento alla sua ex. Il ragazzo di 25 anni di Assisi, finito agli arresti domiciliari ad aprile scorso per stalking, diffamazione e revenge porn, è stato condannato con rito abbreviato. La sentenza, dopo una lunga battaglia legale che ha esplorato i meandri del mondo digitale e ha messo in luce l’oscuro lato della vendetta online e della violenza virtuale, era attesa per oggi ed è arrivata nel pomeriggio.
La vittima, una giovane donna – difesa dall’avvocato Laura Modena -, aveva dichiarato di aver subito una vendetta atroce da parte dell’ex fidanzato, culminata con la diffusione illecita di immagini e video sessualmente espliciti, noti come revenge porn.
La storia tra i due era durata sei anni, ma dopo la fine della relazione, la vittima ha vissuto un calvario online. Profili falsi e gruppi sui social con il suo nome seguito da “Hot”, insieme a messaggi minacciosi e contenuti espliciti con il suo numero di telefono, avevano portato la giovane a intraprendere un percorso terapeutico per affrontare angoscia e insonnia.
L’ex fidanzato, difeso dall’avvocato Delfo Berretti, aveva sempre dichiarato la propria innocenza, attribuendo tutti i reati a un presunto gruppo “criminale” interessato alle loro vicende sentimentali. Tuttavia, la procura avrebbe contestato anche la simulazione di reato.
“Il 25enne è stato riconosciuto colpevole e questo è un primo punto – commenta così la sentenza l’avvocato Laura Modena. La condanna è francamente mite che alle vittime rischia di mandare un messaggio scoraggiante: è inutile denunciare, tanto se la caverà con poco. Il pm non può appellare perché siamo in abbreviato e non c’è stata alcuna modificazione del titolo di reato; l’imputato può rinunciare all’appello e avere così uno sconto ulteriore di pena di 1/6. Questo significa che la pena resterà modesta pur a fronte di fatti di gravità inaudita. Per fatti analoghi c’è chi si è tolto la vita, non ce lo scordiamo”.

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