Perché Putin ha scatenato la guerra? Paura della libertà e democrazia
di Elio Clero Bertoldi
PERUGIA – Molti (ed anche io tra questi) si continuano a chiedere perché mai Vladimir Putin, 69 anni, presidente a vita della Russia, e già militare e funzionario del KGB, abbia invaso l’Ucraina, paese sovrano ormai da quasi trenta anni, minacciando, al contempo l’Occidente di non interferire, di non prestare soccorso alla nazione occupata militarmente, per non incorrere nella guerra nucleare. Aveva raccolto Putin in Occidente se non simpatie piene, certo una buona stampa.
Si era accreditato come pronto al dialogo, prima di rivelarsi, solo pochi giorni fa, come uno spietato e cinico guerrafondaio.
Lo storico, filosofo ed accademico Ernesto Galli della Loggia, 79 anni, già docente all’università di Siena e poi di Perugia (dove ha insegnato “Storia contemporanea“) ha redatto un interessante editoriale – dal titolo “La libertà fa paura” – sul “Corriere della Sera”.
Vladimir Vladimirovič Putin, l’ultimo zar di Russia, lo “zar folle” che fa tremare il mondo
Nell’articolo il docente si domanda, appunto, perché mai Putin non si sia mai preoccupato della Polonia, dell’Estonia, della Lituania, della Lettonia, pure loro a confine con la Russia e dunque potenziali basi missilistiche, e si sia invece scagliato, addirittura con una conflitto totale (terra, aria, mare), contro l’Ucraina.
La risposta che offre Galli della Loggia é che il despota russo abbia paura del contagio della libertà che potrebbe diffondersi dall’Ucraina e “invadere” i territori russi, la società russa, dove il dissenso non é minimamente ammesso e schiacciato in ogni modo (pure col veleno e col plutonio).
La vitalità sociale degli ucraini, oltre alla loro religiosità ed al radicato patriottismo, il rifiuto ai vincoli ed ai lasciti del passato sovietico – questa l’argomentazione dello studioso italiano – sarebbero risultati “intollerabili” per Putin e per l’oligarchia che lo circonda (sorta di boiardi, come ai tempi dello zar) portandolo a scatenare l’operazione militare speciale (come definito lui stesso lo schieramento di 175.000 uomini con carri armati, corazzate, aerei e missili) per mettere in ginocchio l’Ucraina e renderla un paese satellite, se non parte integrante di una nuova grande madre Russia.
Un altro storico, filosofo e giornalista, Bernard Henry Levy, 73 anni, francese (nato da famiglia di origini ebraiche in Algeria e, da giovane, redattore di “Combat“, foglio fondato e diretto da Albert Camus) ha offerto un ulteriore spunto di riflessione.
Levy ha pubblicato – in contemporanea con Galli della Loggia – il suo articolo, dal titolo “Le colpe di Putin e l’ignavia dell’Occidente”, su “La Repubblica”.
Nemico di ogni regime autoritario e paladino dei diritti umani ad ogni latitudine, il “maître à penser” francese risulta tranciante, già dalla prime righe della sua analisi dove afferma, senza giri di parole, che “La Russia non ha alcun diritto sull’Ucraina, né di amputare il suo territorio, né di dettarle con chi debba allearsi”, trattandosi di una nazione sovrana.
Ricorda, inoltre, che, negli accordi del 1994 l’Ucraina, al fine di garantirsi la piena sovranità, rinunciò ai suoi cospicui armamenti nucleari, concedendoli a Mosca. Ora quegli accordi vengono stracciati dall’oligarchia moscovita.
Pure Levy, come Galli della Loggia, sostiene che Putin intenda mettere l’Ucraina in ginocchio “per spezzarne la spinta democratica”. Imputa inoltre allo “zar” russo “di aver infranto, dopo piú di settanta anni, il tabù della guerra in Europa, per di più dopo aver fatto aleggiare lo spettro del conflitto nucleare”.

Libertà e democrazia: se sono quelle a noi ben note, mi viene da piangere lacrime amare. Resettate i cervelli date retta che la propaganda facritica filo Ue e filo Nato ci sta rapidamente trascinando nel baratro. Davos non è libertà è la materializzazione di Sauron
Ho già detto al Sig. “Mauritzio” cosa penso in altra occasione e quindi non mi ripeto.
A mio avviso Putin rappresenta la prosecuzione delle precedenti dittature sovietiche e in questo momento, sfruttando la debolezza dell’U.E., può dare sfogo al suo nazionalismo cercando di recuperare, in parte, le aree geografiche di vecchia appartenenza sovietica (cioè prima del 1991). Non si dimentichi che Putin ha già dimostrato chi sia in Georgia e in Cecenia. Che poi oggi sia stato colpito dal delirio di onnipotenza è possibile e nel caso potrebbe anche essere l’inizio della sua fine. Tuttavia va ricordato che, in occasione della Conferenza per la sicurezza che si tenne a Monaco di Baviera nel 2007, Putin, rivolgendosi ai politici e statisti europei e americani, criticò aspramente la politica estera dell’America e l’espansionismo della NATO verso Est. Quel discorso, una sorta di avvertimento all’Occidente, è stato premonitore di ciò che è poi accaduto nel 2014 con l’annessione della Crimea e oggi con l’invasione dell’Ucraina. Chi aveva posizioni di grande responsabilità non solo avrebbe dovuto tener ben presente le parole di Putin, ma avrebbe anche dovuto prevedere che l’avvertimento si sarebbe potuto trasformare in azione bellica.
Ok alla fine mi ha fatto redimere. Ha ragione lei in effetti la Nato non si è espansa ad Est, hanno solo allestito circoli ricreativi. Ad Odessa non c’è stato alcun massacro, nel Donbass in questi ultimi 8 anni nessuno ha mai torto un capello ai residenti russofoni, il battaglione Azov ed il Pravy Sektor sono associazioni caritative che predicano fratellanza e rispetto per le minoranze, Soros è più giusto di Dio, lui finanzia tutto senza fini, la Nuland è poco più di una suora di clausura ed il suo amico bide’ non ha mai avuto interessi in Ucraina, mai, i si dice 7 miliardi di dollari investiti in quel territorio sono stati destinati ad opere di bene, i laboratori yankee in realtà sono succursali della nostra Perugina, non si è mai vista su suolo ucraino l’ ombra di un chicchessia consigliere militare americano o britannico, la rivoluzione colorata ha decretato soglie di benessere che noi sogniamo, l’ Ucraina è diventata l’ eldorado dell’ Europa. Grazie a questo risveglio dal mio sogno sovietico poi mi rendo conto solo ora che Belgrado fu ricoperta di fiori, che Iraq, Afghanistan e Siria sono state assistite con amorevoli cure, che in Libia dopo tanti anni di destabilizzazione, finalmente è stata riportata pace, giustizia e fratellanza, si amano tutti in maniera viscerale. D’altra parte non può che essere così, lo ha detto la TV e l’ hanno certificato piddini, forzisti, legaioli, cinquesterchi, boldrinini e bersanini e finanche i meloncini ed il papà gesuita Quindi si mi ha convinto e come dice quel grande statista del nostro ministro degli esteri, Putin è peggio di un animale e che come dice quel signore oltreoceano, sicuramente democratico e liberale, l’ unica soluzione per risolvere il problema è accopparlo.