Dieci piazze umbre unite [Foto Gallery] contro le guerre nel mondo

Dieci piazze umbre unite contro le guerre nel mondo

Flash mob della Cgil per pace e diritti internazionali

Dieci città umbre si sono animate il 9 luglio con una mobilitazione collettiva per la pace promossa dalla Cgil regionale insieme alle Camere del Lavoro di Perugia e Terni. Il flash mob simultaneo, organizzato a Perugia, Terni, Città di Castello, Castiglione del Lago, Foligno, Assisi, Amelia, Marsciano, Narni e Orvieto, ha visto la partecipazione di cittadini, associazioni, studenti, lavoratori e pensionati, uniti in un appello contro la guerra e a favore di una politica estera fondata sulla cooperazione tra i popoli.

L’iniziativa si inserisce nel quadro delle mobilitazioni nazionali che si susseguono da mesi in risposta all’acuirsi dei conflitti globali, con particolare attenzione alla drammatica situazione in Medio Oriente e in Ucraina. Le proteste hanno denunciato l’aggravarsi della crisi umanitaria nella Striscia di Gaza, dove l’offensiva militare israeliana prosegue con gravi conseguenze sulla popolazione civile. Il flash mob ha puntato a ribadire la necessità di un cessate il fuoco immediato e permanente, in difesa dei diritti umani e del diritto internazionale.

Durante l’evento, in contemporanea nelle dieci località coinvolte, si sono levate sirene antiaeree simboliche, a ricordare la fragilità della pace e la brutalità della guerra. L’obiettivo dichiarato è quello di mantenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni sulla necessità di interrompere l’escalation militare globale e di rafforzare il ruolo degli strumenti diplomatici.

Nel messaggio diffuso dalla Cgil dell’Umbria si richiama l’articolo 11 della Costituzione italiana, che ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Secondo il sindacato, l’Italia dovrebbe opporsi a ogni forma di coinvolgimento diretto o indiretto in scenari bellici, rifiutando il supporto militare e promuovendo invece politiche di solidarietà, giustizia e rispetto dei diritti fondamentali.

I promotori hanno sottolineato come l’attuale contesto europeo e globale stia assistendo a un ritorno alla logica del riarmo, con risorse pubbliche sottratte al welfare e investite nella produzione e nell’acquisto di armi. Una scelta considerata miope e pericolosa, che contrasta con la necessità di affrontare le gravi emergenze sociali, sanitarie, educative e ambientali che interessano milioni di persone.

Nel cuore dell’Umbria, terra storicamente legata ai valori della pace e della non violenza, l’iniziativa ha voluto riaffermare il ruolo attivo della società civile nella costruzione di un futuro fondato sulla coesistenza pacifica. L’appello della Cgil è stato chiaro: la guerra non è mai inevitabile, ma il frutto di scelte precise, spesso condizionate da interessi economici e geopolitici che poco hanno a che vedere con la sicurezza dei popoli.

Il sindacato ha ribadito l’urgenza di una risposta pubblica corale, che coinvolga tutti i soggetti sociali, culturali e istituzionali, affinché la pace diventi una priorità e non un’utopia. In particolare, è stato denunciato il crescente disinteresse delle istituzioni internazionali di fronte alla tragedia in corso a Gaza, dove – è stato sottolineato – la popolazione civile continua a pagare il prezzo più alto in un conflitto segnato da bombardamenti indiscriminati e violazioni sistematiche dei diritti umani.

A distanza di mesi dal 7 ottobre 2023, data dell’attacco di Hamas a Israele, e dall’inizio della risposta militare israeliana, la Cgil Umbria ha evidenziato come si stia consumando una delle più gravi catastrofi umanitarie degli ultimi decenni. Tuttavia, la mobilitazione del 9 luglio ha voluto anche trasmettere un messaggio di speranza, fondato sulla possibilità concreta di opporsi alla legge del più forte attraverso la forza del diritto.

Nel ribadire l’impegno per la liberazione del popolo palestinese e per la fine di ogni forma di occupazione, la Cgil ha chiamato tutte le realtà del territorio a unirsi in una mobilitazione continua e crescente. L’Umbria, si legge nell’appello, non può sottrarsi alla responsabilità storica e morale di schierarsi dalla parte della pace e della giustizia.

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