Ottagono di Fontivegge a Perugia, sangue, siringhe usate, vomito e urina

 
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Ottagono di Fontivegge a Perugia, sangue, siringhe usate, vomito e urina

Ottagono di Fontivegge a Perugia, sangue, siringhe usate, vomito e urina

Queste foto arrivano direttamente dalla notte! Le notti di Fontivegge, a Perugia, sono, purtroppo, preda di sbandati, tossicodipendenti e senza fissa dimora. Le foto che abbiamo ricevuto raccontano ancora una storia di degrado, la deriva della sicurezza sociale e della qualità della vita in uno dei quartieri che doveva essere il simbolo di Perugia. Gli scatti descrivono un percorso fatto di sangue, siringhe usate, vomito, sporcizia, rifiuti e urina.

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Non siamo in una delle peggiori periferie di una grande metropoli, non siamo ai confini dimenticati della società civile, ma siamo, invece, in uno dei quartieri che, nonostante le promesse, le visite e i timidi tentativi di soluzione, resta succube di sé stesso.

Quello che vedete inquadrato è l’Ottagono, uno dei quartieri che doveva essere il più “ambito” della città di Perugia. Una di quelle zone della città dove comprare al metro quadro un appartamento significava avere un solidissimo conto in banca.

Ora non è più così! Siamo al primo piano dell’Ottangono, appartamenti e negozi sfitti, immobili interi che hanno subito una svalutazione spaventosa. Chi ha investito lì lo ha fatto dimostrando tanto coraggio, e va stimato, ma par proprio che Fontivegge sia stata dimenticata da dio e dagli uomini, un luogo di frontiera senza regole e barriere, una sorta di corte dei miracoli dove tutto può accadere, a patto che sia all’insegna dello squallore, umano e sociale.

E’ ora di finirla, è ora che quegli abitanti siano tutelati, è ora che quei commercianti ed esercenti coraggiosi siano protetti, è ora passata che la si finisca coi proclami e si attivi ciò che è stato programmato e promesso.

Lorenzo Brunetti

Il racconto ce lo fa, manco a dirlo, l’agente notturno Lorenzo Brunetti: «Sono foto di questi notti – racconta – e me le ha inviate una guardia giurata che fa servizio lì.  La zona interessata è quella che va da piano terra al primo piano, ed è luogo dove i tossici si vanno a bucare. Come si può vedere ci sono siringhe, cartine, sangue un po’ ovunque e c’è urina stagnante, addirittura, insieme al vomito. Questa è la situazione di questi giorni, quando c’è qualcuno in visita ufficiale si pulisce e poi l’area ripiomba ne degrado».

Uno sbaglio però, vuoi per sfiducia o vuoi per un serpeggiante sentimento di rassegnazione, lo commette anche chi, fatto oggetto di furto, aggressione, violenza o quant’altro si possa annoverare nel libretto nero della vita di Fontivegge, non va a denunciare. Sappiamo di negozianti che, vittime di furti con tanto di video ripresa, neanche vanno più a denunciare il fatto. Beh, come possiamo pretendere che le forze dell’ordine si concentrino su una determinata area se non si fanno più neanche denunce.

Le prime sentinelle dei territori sono proprio i cittadini, chi ci vive, chi ci lavora o chi si propone come imprenditore.

«Vero – dice Brunetti -, ci sono testimonianze inconfutabili, una anche di questi giorni, di colpi messi a segno, cui non segue nessuna denuncia. E’ sbagliato! Se i commercianti non lo capiscono – spiega ancora l’agente notturno  – che i malviventi, ladri e ladruncoli, agiscono proprio sulla base dell’inedia che oramai ha colto chi è vittima delle loro angherie. Contano proprio sul fatto che i negozianti alla fin fine, vista la sfiducia che hanno, neanche vanno più a denunciare. Ma è bene, invece, che la gente e le forze dell’ordine sappiano quello che succede».

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