Omicidio Sula, lettera dal carcere di Mark Samson

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Lettera dal carcere di Rebibbia, la famiglia rifiuta il perdono

Una lettera scritta a mano, inviata dal carcere romano di Regina Coeli, ha riaperto una ferita ancora troppo fresca. Mark Samson, 23 anni, detenuto con l’accusa di aver ucciso l’ex fidanzata Ilaria Sula, ha inviato un messaggio alla famiglia della giovane, chiedendo perdono per quanto accaduto. Il contenuto della missiva, letto al Tg1, è stato ritenuto dai genitori della vittima come inaccettabile e privo di reale consapevolezza.

“Scrivo dalla mia cella, dove resterò per anni. Ogni giorno penso a ciò che ho fatto”, inizia Samson nel testo. Aggiunge di non voler cercare giustificazioni e di essere pronto a pagare per le sue azioni. Dice di non comprendere del tutto cosa lo abbia spinto a compiere il gesto e definisce la richiesta di perdono come insufficiente rispetto al dolore provocato.

Il messaggio, firmato con le iniziali “M.S.”, è stato considerato dalla famiglia Sula una forma di auto-riflessione più che un’autentica richiesta di riconciliazione. Il legale della famiglia, Giuseppe Sforza, ha riferito che il contenuto della lettera non tiene conto dell’entità dell’azione commessa. “La famiglia – afferma – ha piena libertà di non accettare queste scuse”.

Detenzione e condizioni

Da quanto trapelato, Samson è sotto stretta sorveglianza nella struttura carceraria. Le autorità temono possa compiere atti autolesionistici. È in isolamento e monitorato costantemente.

Il giovane, di origini filippine, ha ammesso le proprie responsabilità nell’omicidio di Ilaria Sula, studentessa universitaria di 22 anni, originaria di Terni. Il femminicidio risale al 26 marzo, ma la ragazza era stata dichiarata scomparsa dal giorno precedente, il 25 marzo.

Il contesto del delitto

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Samson avrebbe ucciso la giovane nell’appartamento di via Homs, nel quartiere Africano di Roma. Dopo l’omicidio, avrebbe trasportato il corpo fino a una piazzola di sosta sul monte Guadagnolo, nel territorio di Capranica Prenestina, dove lo ha abbandonato in una scarpata.

Le indagini ipotizzano che il giovane non abbia agito da solo. Le immagini delle telecamere della zona non sono riuscite a documentare con chiarezza il momento in cui il cadavere è stato caricato in auto, ma gli investigatori sospettano il coinvolgimento di una seconda persona, forse un familiare di sesso maschile.

Il ruolo della madre

Nelle indagini è coinvolta anche la madre del ragazzo. Gli inquirenti le contestano il concorso nell’occultamento del cadavere. Avrebbe tentato di ripulire la scena del crimine. Tuttavia, data la sua fragilità fisica, sembra improbabile che abbia collaborato anche al trasporto del corpo. Il suo ruolo è oggetto di ulteriori accertamenti.

Perizia sui dispositivi

La Procura di Roma ha disposto perizie tecniche sui dispositivi elettronici della vittima e dell’indagato: tablet, PC e smartphone sono stati sequestrati. Si cerca di ricostruire le ultime comunicazioni tra i due giovani, in particolare nei momenti che hanno preceduto l’omicidio. L’ipotesi è che un confronto acceso sia avvenuto nelle ore immediatamente antecedenti al delitto.

Il rapporto e la questione universitaria

Samson ha fornito un dettaglio personale durante gli interrogatori: il rapporto con Ilaria sarebbe entrato in crisi quando la ragazza, circa tre mesi prima dell’omicidio, gli aveva chiesto informazioni sugli esami universitari. Il giovane aveva raccontato alla famiglia e alla fidanzata di essere vicino alla laurea in architettura, ma secondo gli accertamenti aveva superato solo un esame e ritirato il piano di studi.

Il giudice per le indagini preliminari ha messo a verbale che Samson ha parlato di “traumi scolastici” legati a un’ansia da prestazione che lo avrebbe accompagnato fin dall’infanzia. La pressione esercitata dai genitori e il timore di deludere le aspettative avrebbero, secondo la sua versione, contribuito al crollo emotivo.

Risposte e chiusure

La famiglia Sula ha ribadito la propria posizione attraverso il legale: “Non c’è nulla che possa ridurre la gravità di quanto accaduto”. Il fratello della ragazza, così come i genitori, hanno scelto di non accogliere la richiesta di perdono.

Nel frattempo, le indagini proseguono per chiarire tutti i passaggi successivi alla scomparsa della ragazza. Il quadro accusatorio è ritenuto solido, ma restano da accertare con esattezza dinamiche e coinvolgimenti.

Prossimi sviluppi

L’esame dei dispositivi digitali potrà fornire elementi utili a ricostruire i giorni precedenti all’omicidio e chiarire eventuali responsabilità aggiuntive. Gli investigatori stanno inoltre valutando le immagini raccolte da altre telecamere presenti lungo il tragitto che porta al luogo del ritrovamento del cadavere.

Nel frattempo, Mark Samson resta in stato di detenzione, con un’accusa chiara e confermata dalla sua confessione. La famiglia di Ilaria Sula attende giustizia e ha scelto il silenzio, salvo dichiarazioni legali, come forma di rispetto per la memoria della figlia.

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