Morte Filippo Limini, udienza di convalida e autopsia fissata per martedì

 
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Morte Filippo Limini, udienza di convalida e autopsia fissata per martedì

L’udienza di convalida degli arresti è fissata domattina alle 10, nel carcere di Capanne. Nello stesso orario è prevista anche l’autopsia sul corpo di Filippo Limini, il ragazzo di 24 anni morto a Bastia Umbria nella notte del 15 agosto. Tre ragazzi di origine albanese, ma nati in Italia, sono stati arrestati.

Le indagini sono in corso e i punti da chiarire sono ancora molti. Filippo è stato ucciso durante una lite tra due gruppi. Ma ancora non è chiaro, se, ad ucciderlo, sia stato il pugno. Cazzotto che gli avrebbe provocato un danno mortale, o abbia battuto la testa nella caduta o sia stato schiacciato dall’auto che stava scappando.

L’autopsia lo stabilirà. Le indagini puntano ad accertare da una parte chi sia il responsabile della morte del ragazzo, dall’altra a individuare i componenti del gruppo rivale. Molti ragazzi sarebbero fuggiti poco dopo e prima del’arrivo dei Carabinieri.

Rissa aggravata da omicidio e omicidio preterintenzionale sarebbero questi i reati che il sostituto procuratore della Repubblica, Paolo Abbritti – che coordina le indagini dei carabinieri di Assisi, al seguito del tenente colonnello Marco Vetrulli – contesta, a vario titolo, ai tre giovani albanesi arrestati.

Il ragazzo che guidava l’auto è difeso dagli avvocati Delfo Berretti e Aldo Poggioni. Il giovane che avrebbe sferrato il colpo o il pugno è difeso da Salvatore Adorisio e Federico Calzolari, il terzo arrestato e passeggero dell’auto è difeso dall’avvocato Daniela Paccoi e Guido Maria Rondoni.

  • Ecco come sarebbero andate le cose

Notte fonda, ma la movida in viale Giontella, nei giorni di festa – si sa – ferve tantissimo. Il Country che, lo ripetiamo, in tutto questo non c’entra niente, è meta prescelta per chi ama locali di questo tipo, sempre pieno di gente, giovani e meno giovani. Per altro, a quanto ci risulta, proprio in quella serata ( venerdì 14 agosto 2020 ndr) il locale aveva ricevuto il controllo che le forze dell’ordine effettuano per verificare il corretto rispetto delle norme anti covid. Tutto era stata superato egregiamente.

  • Scoppia la lite per futili motivi

«Spostatevi dalla strada». Gli altri hanno risposto: ‘Che cazzo vuoi?‘. Tutto sarebbe cominciato così, poco prima del dramma, con uno screzio di una banalità unica. A dire di togliersi dalla strada proprio uno dei tre occupanti della Opel Corsa Nera, l’auto dei giovani che poi sono stati fermati e portati nel carcere di Capanne. Il primo diverbio in mezzo alla strada, quindi, e sotto gli occhi di tantissimi giovani.

  • Gli animi si sono subito surriscaldati

Alla richiesta di spostarsi c’è stata subito una reazione di gruppo, almeno così sembra, e a farne le spese è stata subito la vettura di uno degli arrestati. Sono volate parole grosse, insulti e promesse di botte…tanto che il conducente dell’auto si è recato nel parcheggio che si trova dietro al Palazzetto dello Sport. Posizionata l’auto un paio di loro sarebbero scesi ma, vedendo il gruppo, che nel frattempo era cresciuto, han fatto dietrofront e sono risaliti in auto.

  • Subito l’accerchiamento

Secondo quanto riferito dai legali dei tre ragazzi, la vettura è stata accerchiata e presa, letteralmente d’assalto. E’ stato rotto subito il lunotto e questo punto, colui che era seduto sul posto del non guidatore è sceso e, da quanto se ne sa, avrebbe sferrato un pugno in faccia al giovane spoletino. Il ragazzo è stramazzato a terra proprio a ridosso del muretto che divide il vialetto dal parcheggio. Particolare, questo, di non poco conto che vedremo tra un po’ alcuni testimoni dicono che a Limini sia stato sferrato anche un calcio, si dovrà capire da chi, se dallo stesso giovane che era sceso o da altri.

  • Il dramma

Il terrore in quegli attimi era tanto, tant’è che, chi era alla guida, ha innestato la marcia per uscire dal parcheggio. Al posto di prendere tante botte anche da chi, pare avesse tirapugni, ha scelto giustamente la fuga. Nel fare questa manovra però, oltre a urtare un’altra auto con le ruote avrebbe attraversato il muretto e schiacciato il corpo del povero giovane che era in terra esanime proprio a filo del cordolo di cemento.

  • L’importanza della autopsia

L’autopsia, che sarà effettuata dalla dottoressa Marta Bianchi dell’istituto di medicina legale, rappresenta un fondamento importante per capire se Filippo Limini è stato ucciso dai colpi ricevuti o dalle ruote dell’auto che gli è passata sopra. L’esame autoptico sarebbe stato programmato anche questo per martedì, ma la certezza ce l’avremo nelle prossime ore.

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