L’ex manager di FS ha trascorso la prima notte in cella condivisa
Orvieto, 26 06 2026 – L’ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e Rete Ferroviaria Italiana, Mauro Moretti, ha trascorso le prime ore nel carcere di Orvieto dopo essersi costituito nella tarda serata di giovedì 25 giugno. L’ingresso nell’istituto penitenziario umbro è avvenuto in seguito alla decisione della Corte di Cassazione che ha reso definitiva la condanna a cinque anni di reclusione per la strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009.
La sentenza conclude il lungo iter giudiziario legato al disastro ferroviario che provocò la morte di 32 persone e il ferimento di oltre cento. Dopo il verdetto definitivo, Mauro Moretti ha scelto di presentarsi spontaneamente nel penitenziario di Orvieto per iniziare a scontare la pena.
Le prime ore nel penitenziario
Secondo quanto emerso, Mauro Moretti è arrivato nell’istituto poco prima della mezzanotte. Completate le procedure di identificazione e gli adempimenti previsti per l’ingresso, ha trascorso la notte in una camera detentiva condivisa con altri detenuti. Nella mattinata successiva è stato poi trasferito in un’altra sistemazione, anch’essa condivisa. Le prime fasi della permanenza si sono svolte seguendo le ordinarie procedure previste dall’amministrazione penitenziaria per i nuovi ingressi.
Atteggiamento collaborativo
Nel corso dei primi contatti con il personale del carcere, Mauro Moretti avrebbe mantenuto un atteggiamento sereno e collaborativo. Avrebbe inoltre espresso apprezzamento per l’organizzazione dell’istituto penitenziario di Orvieto. Le prime ore di detenzione sarebbero quindi trascorse in un clima di tranquillità, compatibilmente con la particolare situazione determinata dall’inizio dell’esecuzione della pena.
La scelta del carcere di Orvieto
La decisione di costituirsi proprio nel carcere di Orvieto sarebbe stata legata anche alla reputazione dell’istituto, considerato da tempo una struttura con un’organizzazione interna consolidata e condizioni gestionali apprezzate.
Nel corso degli anni il penitenziario umbro è stato scelto anche da altri protagonisti di vicende giudiziarie di rilievo nazionale che hanno deciso di costituirsi spontaneamente per dare esecuzione alle condanne divenute definitive.

Non posso dimenticare le 32 persone arse vive e le oltre cento che portano i segni di quella indescrivibile tragedia.